Politica

Governo, M5S: archiviato Siri si pensa a salario e conflitto d'interessi

M5S: le battaglie di Di Maio dopo la vittoria su Salvini

Di Alberto Maggi
 

Governo, M5S: archiviato Siri si pensa a salario e conflitto d'interessi

Incassata la vittoria sul caso Siri, con l'avvio della procedura di revoca del sottosegretario leghista alle Infrastrutture indagato per corruzione, Luigi Di Maio e il Movimento 5 Stelle guardano già avanti concentrandosi sui punti chiave del programma. In cima all'agenda politica dei pentastellati c'è sicuramente il salario minimo, una misura - spiegano fonti governative dei 5 Stelle - intesa come "protezionistica e contro il liberismo sfrenato". Un provvedimento che punta ad avvicinare gli stipendi e i salari degli italiani a quelli degli altri Paesi europei, Germania e Francia in testa, e che "sicuramente" dovrà essere approvato ed entrare in vigore appena dopo l'estate e comunque prima della fine dell'anno. 

M5S: adesso acqua pubblica e riforma del welfare

Per il M5S il salario minimo si inquadra anche in una riforma generale e complessiva del welfare europeo che, in prospettiva, punta ad introdurre un salario minimo a livello comunitario e che comunque prevede la proposta, ad esempio, di estendere le garanzie parentali per combattere il calo della natalità. Con la Lega il dialogo è aperto e i 5 Stelle puntano sull'anima "sociale" del nuovo Carroccio sovranista (Matteo Salvini anni fa era stato il leader dei comunisti padani e il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon viene dal mondo sindacale) per chiudere l'intesa in tempi rapidi. Le altre due grandi battaglie del M5S del 2019, dopo le inevitabili polemiche legate alla campagna elettorale per le Europee del 26 maggio, sono il provvedimento sull'acqua pubblica (storica issue dei 5 Stelle della prima ora di Beppe Grillo) e una legge sul conflitto di interesse. 

M5S: il tentativo di sponda con Zingaretti

Quest'ultimo provvedimento, che "non sarà una misura ad hoc contro Berlusconi", potrebbe creare non poche tensioni con la Lega e soprattutto con quella parte del Carroccio ancora legata al leader di Forza Italia. Non a caso il M5S ha chiesto al PD di scoprire le carte sul conflitto di interessi, prima di tutto per far uscire allo scoperto Nicola Zingaretti ma anche per cercare una sponda in caso di defezioni leghiste, esattamente come fa Salvini con il vecchio Centrodestra su temi come immigrazione e sicurezza. Insomma, per i 5 Stelle Siri è ormai un capitolo chiuso, archiviato. Si volta pagina e dopo l'abbuffata di percentuali e seggi del 26 maggio si torna a lavorare nel merito. Con le idee e le priorità ben chiare.