Politica
Lega, Vannacci vice-segretario (ma non al congresso). Salvini accoglierà tutte le mozioni
Il segretario tiene unito sovranismo in Ue e autonomia

Roberto Vannacci
Salvini riuscirà a tenere unito il partito rilanciandosi come forza di governo ma con posizione autonome, senza in alcun modo mettere in discussione la tenuta dell'esecutivo che andrà avanti fino al termine della legislatura
Non avverrà al congresso di Firenze in programma sabato e domenica, durante il quale Matteo Salvini accoglierà tutte le mozioni, compresa quella sulla spinta per accelerare sull'autonomia regionale differenziata del vice-segretario e leader della Liga Veneta Alberto Stefani. Ma, quasi certamente, nelle prossime settimane il vicepremier e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture nominerà l'europarlamentare Roberto Vannacci, generale dell'Esercito, vice-segretario. In modo tale che i vice diventino quattro: lo stesso Vannacci, Stefani, Claudio Durigon e Andrea Crippa.
In molti pensano che la nomina di Vannacci sia per non farlo attrarre dalle sirene di Marco Rizzo, co-leader di Democrazia Sovrana Popolare, in realtà il generale ha ottenuto sul campo con 500mila preferenze alle elezioni europee i galloni del vice-segretario e rappresenta una fetta di elettorato profondamente critica nei confronti di questa Unione europea e in particolare del piano di riarmo di Ursula von der Leyen che merita un riconoscimento ufficiale.
Salvini con questa mossa tiene unita la Lega, compito non facilissimo, mettendo insieme la voglia di autonomia soprattutto dei veneti, che il Governatore Luca Zaia rilancerà con forza al congresso nel capoluogo toscano (ma anche Attilio Fontana) e il sovranismo nazionale a livello europeo contro le "folli" politiche di Bruxelles e della maggioranza Ursula ad esempio sul Green Deal ma anche sul rapporto con gli Stati Uniti di Donald Trump dopo l'applicazione dei dazi e senza dimenticare il guerrafondaio attivismo di Emmanuel Macron pronto a mandare soldati in Ucraina esacerbando lo scontro con la Russia di Vladimir Putin.
Insomma, Salvini riuscirà a tenere unito il partito rilanciandosi come forza di governo ma con posizione autonome, senza in alcun modo mettere in discussione la tenuta dell'esecutivo che andrà avanti fino al termine della legislatura. Ma anche senza rinunciare alle storiche battaglie leghiste, come il federalismo caro soprattutto al Leone di San Marco, e quelle più recenti come il sovranismo a Bruxelles.
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