Politica

Lega, Salvini moderato. La svolta: addio alle "spallate" e dialogo con Conte

Di Alberto Maggi

Siparietto con Renzi, sì ai centristi di Cdx, bye-bye Trump

Tanti segnali. Tutti nella stessa direzione. Matteo Salvini ha abbandonato la strategia della spallata al governo Conte adottando una linea politica 'responsabile' e basata sul dialogo con lo stesso presidente del Consiglio, con il quale nei mesi scorsi ha ingaggiato durissimi scontri dentro e fuori il Parlamento. Tutto parte proprio da Affaritaliani.it domenica scorsa quando l'ex ministro dell'Interno, alla vigilia del voto in Aula sul Mes, ha lanciato un appello 'moderato'. "Quello di mercoledì non sarà un voto pro o contro il governo, ma un voto pro o contro un futuro libero per l’Italia", aveva detto il leader del Carroccio abbandonando così i toni da battaglia che lo hanno contraddistinto dall'estate del Papeete in avanti.

Durante il dibattito a Palazzo Madama, poi, Salvini si è avvicinato a Matteo Renzi, numero di Italia Viva e altro storico acerrimo nemico, per complimentarsi dopo il suo intervento a seguito delle comunicazioni del premier sul prossimo vertice Ue facendo scattare un corale applauso dai banchi del Centrodestra. Un gesto inatteso e inusuale. Sempre ieri in Senato c'è stato un breve colloquio tra lo stesso segretario leghista e Conte. Salvini si è avvicinato al presidente del Consiglio chiedendo un incontro urgente sull’apertura delle scuole e sulle chiusure di Natale. Incontro che, fanno sapere fonti della Lega, si terrà attraverso un contatto telefonico in serata proprio a proposito dei divieti previsti dal governo nei giorni di festa. Oggi, il leader leghista ha incassato con soddisfazione i retroscena che raccontano di un governo pronto a rivedere i divieti. Proprio per questo, raccontano sempre le fonti del Carroccio, Salvini è intenzionato a contattare Conte: l’obiettivo della telefonata sarà fare il punto della situazione e ribadire i suggerimenti della Lega, che in vista delle feste propone di consentire gli spostamenti all’interno delle Province o in un raggio di poche decine di chilometri dalla residenza.

Altro elemento che segna il radicale cambio di rotta della strategia dell'ex responsabile del Viminale è il vertice di Centrodestra di stamattina. Oltre a dare il via libera a un maggior coordinamento della coalizione, per garantire un’opposizione sempre più costruttiva e coesa soprattutto sui temi economici che stanno confermando l’inadeguatezza dell’attuale governo, al summit hanno partecipato, oltre ovviamente a Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi (in collegamento) anche Lorenzo Cesa, Maurizio Lupi e Giovanni Toti (in collegamento). E' la prima volta che Salvini sdogana in un vertice delle opposizione anche i moderati dell'Udc, i centristi cattolici ex alfaniani e il Governatore della Liguria e leader di Cambiamo!. Fonti leghiste spiegano che la coalizione ha già iniziato a lavorare sulle prossime scadenze parlamentari a partire dalla legge di bilancio, anche con il coinvolgimento delle Regioni di Centrodestra, per ribadire posizioni comuni su ristori, Recovery Fund, emergenza sanitaria, aiuti per famiglie e imprese.

Il cerchio si chiude con altri due tasselli. Il primo riguarda la decisione di puntare su manager e non su politici duri e puri per le elezioni comunali del 2021, partendo da Torino. Il primo nome ufficializzato (o quasi) è l'imprenditore di cibo e vino Paolo Damilano che ha avuto anche da Salvini il caloroso via libera alla corsa per diventare primo cittadino del capoluogo piemontese. Stesso schema verrà adottato anche per Milano contro Giuseppe Sala, per Roma, Bologna e Napoli. E infine la politica estera. Il segretario leghista ha smesso di seguire Donald Trump sulla via delle "elezioni truccate" e, attraverso il responsabile esteri di Via Bellerio Giancarlo Giorgetti, ha recentemente lanciato segnali di dialogo e apertura nei confronti del presidente eletto, il Dem Joe Biden.

Insomma, l'ex ministro dell'Interno ha messo in soffitta le spallate e gli attacchi a muso duro contro Conte e il governo, ma anche contro l'Unione europea (nonostante la posizione chiara sul Mes), per scegliere la via del dialogo sui fatti concreti e tangibili (come le chiusure tra comuni a Natale) e dell'apertura del Centrodestra alle forze moderate e non solo sovraniste. Il tutto probabilmente rientra nel tentativo di sfondare al centro e di conquistare nuovi elettori, vista anche l'ascesa a destra di Fratelli d'Italia che storicamente rappresenta quelle istanze e quella linea politica da molto più tempo.