Politica
M5s, Virginia Raggi vive sul pianeta "Papalla" e dice che era candidabile

Conte le risponde a muso duro che non è vero
Elezioni politiche 2022 e la candidatura di Virginia Raggi con il M5s
Come noto l’ex sindachessa di Roma Virginia Raggi vive sul pianeta Papalla in cui vigono regole particolari, ad personam. Se qualcuno si chiede come mai sia stata brutalizzata dagli elettori all’ultima competizione elettorale per le comunali la risposta è in certi comportamenti. Solo lei infatti può dire che era perfettamente candidabile alle parlamentarie interne dei Movimento Cinque Stelle.
Afferma la cittadina di Ottavia: "Sarei stata perfettamente candidabile. Del resto nel 2021 mi sono potuta ricandidare proprio in virtù di queste due regole e sono attualmente in corso di secondo mandato"; prontamente asfaltata dal Capo politico Giuseppe Conte che le ha replicato:
"Non ho compreso su quale base Raggi dia l'interpretazione che è candidabile. In realtà abbiamo detto che vale il doppio mandato per tutti e lei, considerando il mandato zero, comunque sta svolgendo un terzo mandato. Per questo ritengo che non ci siano assolutamente le condizioni per una sua candidatura in Parlamento". Poi ha proseguito: "Virginia Raggi non è candidabile e lo dico perché questo ha creato, rispetto agli altri nelle medesime condizioni, una prospettiva assolutamente falsata".
Insomma anche uno scolaretto capirebbe che nonostante la truffa voluta da Luigi Di Maio del cosiddetto “mandato zero” per eludere le regole di Gianroberto Casaleggio, la Raggi sta svolgendo un secondo mandato e se andasse in Parlamento sarebbe il terzo (considerando poi quello zero addirittura il quarto!).
Infatti la Raggi ha fatto un mandato (zero) nel 2013 come consigliera comunale, uno come sindaca nel 2016 e attualmente di nuovo un altro (il secondo) come consigliera comunale dal 2021. Non male per chi faceva la santa crociata contro i “politici di professione”. Ma lei imperterrita e impunita, con la faccia livida di rancore, che ti fa? Nega l’evidenza, buttandola -come si dice a Roma- in caciara.
Una vecchia tecnica italiota quella di dire semplicemente cose non vere che però confondono l’opinione pubblica nel tentativo di farsi passare per una vittima del “sistema”. Questo modo di fare purtroppo ha anche contrassegnato in maniera indelebile il suo agire da sindaca, il che è poi il vero motivo per cui i romani l’hanno fatta arrivare ultima alle recenti elezioni, come del resto ha sottolineato la sua collega recentemente anche la sua collega dei Cinque Stelle Roberta Lombardi, assessora alla regione Lazio.
Dunque neppure l’evidenza normativa e le parole del suo Capo fermano l’azione della consigliera capitolina che purtroppo è anche Presidente di Expo 2030. Data la guerra che la Raggi sta conducendo contro Conte e contro le alleanze strutturali con il Pd forse sarebbe il caso di toglierle dalle mani questo importante incarico in cui rischia di fare ulteriori danni a Roma e l’Italia.