Politica
Ddl Spazio, Musk e FdI feeling al capolinea? Stroppa accusa: “Intese col Pd, non chiamateci più"
Sugli emendamenti al Ddl per l'economia dello Spazio, Andrea Stroppa perde la pazienza: “Evitate di chiamarci”
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Elon Musk, Giorgia Meloni e Andrea Stroppa
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Elon Musk
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Ddl Spazio: Musk e FdI feeling al capolinea. Stroppa accusa: “Intese col Pd”
Ddl Spazio, in attesa della discussione in prima lettura a Montecitorio, il referente italiano di Elon Musk, Andrea Stroppa, scuote il dibattito lanciando pesanti accuse su X e un avvertimento: “Intesa Pd-FdI. Bene, si vuole far passare Starlink e SpaceX (che, tra l’altro, ha lanciato missioni per l’Italia accelerando le tempistiche per dare una mano) per i cattivi. Agli amici di FdI: evitate di chiamarci per conferenze o altro”.
La ricostruzione del dibattito sugli emendamenti e la reazione
Ma il post è anche una ricostruzione “partigiana” di ciò che sta accadendo nelle battute conclusive della della Commissione Attività Produttive che sta esaminando gli emendamenti al Disegno di Legge sull'economia dello spazio. La sintesi chiarisce meglio la sua posizione: “Il Pd ha impostato il suo contributo alla legge come una crociata anti-Musk, e FdI gli è andata dietro. Ripeto: Starlink non è il giocattolo della politica”.
L'art. 25 del Ddl è contro Starlink
Il riferimento è alla bocciatura dei principali emendamenti con i quali l’opposizione intendeva neutralizzare la possibilità che l’articolo 25 -” la realizzazione di una riserva di capacità trasmissiva attraverso una costellazione satellitare” - si riveli la chiave per consentire alla Starlink di Elon Musk di partecipare alla gara, con ampie probabilità di vincerla. Via però quelli che, allo stesso articolo, fissano come principi la sicurezza nazionale e il ritorno per l’industria nazionale.
Stroppa: "Qualcuno diffonde l'idea che si possa fare con pochi soldi e poco tempo"
Così il lobbista di Musk manda un messaggio chiaro alla politica del Governo Meloni: “Per inciso, e per chi non ha seguito la nascita della legge italiana sullo spazio: Questa regola anche la parte sulle comunicazioni satellitari. In questi mesi c’è stato un valzer tra “tecnologie europee” e tecnologie dei “Paesi NATO”. A un certo punto stavano per vietare tutte le tecnologie non europee, come Starlink. Poi si sono resi conto che sarebbero stati gli unici in Europa e nell’Occidente a fare una cosa del genere e si sono fermati. Peraltro, senza un motivo reale. Nel frattempo, qualcuno ha iniziato a diffondere l’idea che con pochi soldi e poco tempo l’Italia potesse creare un proprio Starlink nazionale. Fortunatamente per i contribuenti, le menti più lucide hanno ricordato che Paesi come Cina, Russia e India, che dispongono di vettori e accesso allo spazio, non hanno sistemi complessi come Starlink. Sistemi che richiedono anni di duro lavoro, assenza di burocrazia e miliardi di investimenti. A quel punto, però, il dado era tratto: cavalcando le polemiche, il DDL sullo spazio è diventato uno strumento per tirare per la giacca un sistema satellitare americano. “Non possiamo fidarci!” “Non è sicuro!” [anche se da anni permette di comunicare in sicurezza nei teatri di guerra]. “Non possiamo collaborare perché minacciano di staccarlo agli ucraini” [quando, in realtà, è ancora attivo e non c’è stata alcuna minaccia, se non la notizia – smentita – di Reuters che citava, guarda caso, fonti anonime]. Starlink non è il giocattolo della politica. È una tecnologia rivoluzionaria che garantisce l’accesso a Internet a milioni di persone nei luoghi più remoti del pianeta. Ha contribuito alla sicurezza nei teatri di guerra e durante disastri naturali. Dà lavoro a decine di migliaia di persone. Permette ai medici di fare telemedicina, come sta accadendo a Gaza. Consente a migliaia di scuole nell’Africa centrale di connettersi a Internet”.