Palazzi & potere
A proposito di cyber security

In ambito cibernetico, la direttiva NIS adottata dal consiglio Europeo, costituisce un positivo passo avanti sulla strada della sicurezza .Gran parte di quanto contenuto nella direttiva europea, non costituisce una grossa novità per l’Italia (almeno in termini normativi), per cui la sua attuazione, una volta definitivamente approvata dal Parlamento Europeo e recepita dal nostro ordinamento, non dovrebbe rappresentare problemi per la sua pratica adozione.
Tra le altre prescrizioni, la direttiva prevede obbligatoriamente che i gestori delle aree critiche, in gran parte gestite da privati, segnalino al CERT nazionale, notizie tempestive, riferite a minacce o attacchi cibernetici subiti. Anche in questo caso i commenti esprimono, giustamente, soddisfazione, giacche in tal modo si assicura una efficace e valida strategia di prevenzione e protezione. Anche in questo caso, tuttavia, non vi sono novità, dal momento che la strategia e il piano emanati dalla Presidenza del Consiglio, in ossequio a quanto previsto dal DPCM del gennaio 2013, già lo prevedono.
Giusto quanto sopra detto, appare chiaro di come sia necessario ed urgente rendere operante quanto previsto già in ambito nazionale, per ciò che riguarda le infrastrutture di vertice e una rete di interconnessione nazionale, al fine di poter adottare le regole previste dalla direttiva, senza particolari difficoltà.
E’ pertanto indispensabile l’assegnazione di risorse adeguate, in modo da costituire un efficiente CERT nazionale, dotato di almeno cento operatori e tale da poter effettivamente rappresentare un capace centro di gestione delle previste obbligatorie segnalazioni. Del pari, per il settore pubblico, la esigenza è analoga e si irradia lungo tutto lo sviluppo della struttura centrale e periferica nazionale.
Nei presumibili due anni che ci dividono dalla adozione delle norme dell’Unione Europea, deve essere messo a punto in ambito nazionale, un dispositivo strutturale efficiente ed affidabile, si da garantire, oltre che la indispensabile miglior possibile sicurezza nazionale contro le offese cibernetiche, anche la sempre auspicata e, non sempre ottenuta, ottima presenza e partecipazione, in ambito europeo.
Generale Luigi Ramponi