Palazzi & potere

Elezioni Usa: Zingaretti pronto a volare da Biden

Marco Antonellis

Elezioni Usa, Zingaretti pronto a volare da Biden. La diplomazia del Nazareno è già al lavoro per organizzare il viaggio

Il segretario del Pd Zingaretti si muove sempre con grande prudenza, evitando di far accendere i riflettori sulle sue azioni. Ma la diplomazia del Nazareno è già al lavoro per organizzare il viaggio del segretario al giuramento ufficiale del democratico Biden il prossimo 20 gennaio a Washington. Già durante lo spoglio dei voti, ufficiali di collegamento di Zingaretti erano in stretto contatto con il comitato elettorale del prossimo presidente degli Stati Uniti. Per questo il Nazareno è restato fermo nelle dichiarazioni ufficiali nei primi quattro giorni. Solo venerdì pomeriggio, quando è arrivato il via libera dagli Stati Uniti, Zingaretti (che ha già buoni rapporti con Bill e Hillary Clinton, Nancy Pelosi ed il sindaco di New York Bill De Blasio) ha twittato sulla vittoria di Biden e ha inviato una lettera ufficiale del Pd direttamente al nuovo Presidente. Forse tutto questo attivismo del Nazareno deve aver innervosito Walter Veltroni, che da sempre si considerava l'"americano" per eccellenza del Pd. Ed in pochi giorni l'ex sindaco di Roma è riuscito a piazzare un vero e proprio record: tre interviste su tre giornali differenti, due da intervistatore (Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport) e una da intervistato (Repubblica). Soprattutto quella su Repubblica aveva un taglio molto politico e "a stelle e strisce". Parlava di Biden e metteva in croce il Pd sulla scelta del proporzionale. Dal Nazareno non è arrivata nessuna risposta alle parole di Veltroni, segno che ormai il gelo fra le due parti è consolidato. Ed è iniziato quando Veltroni attaccó il Dpcm del governo che, per limitare gli effetti della pandemia, aveva deciso di chiudere musei, cinema e teatri. Il Veltroni "anti chiusure" aveva anche contestato la scelta di tenere invece aperte le chiese. Scatenando l'ira del Vaticano. Ecco perché i maligni sostengono che l'intervista di Veltroni a Monsignor Ravasi (una delle tre in due giorni) sia nata proprio dalla necessità di far pace con la Santa Sede. D'altronde, che Veltroni punti anche lui al Quirinale non è un segreto. E farlo con lo Stato Pontificio di traverso sarebbe una difficoltà in più.