Palazzi & potere

Minori non accompagnati, Cosimo Ferri: Più Sicurezza e tutele

Parla il sottosegretario alla Giustizia

Il 29 marzo la Camera dei deputati ha approvato la legge sui minori stranieri non accompagnati che arrivano in Italia. La prima in Europa a dare garanzie sulla protezione delle migliaia di bambini che ogni anno sbarcano sulle nostre coste, dopo aver sofferto e subito violenze.

“Una risposta importante – spiega il sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Maria Ferri – che crea un sistema di tutela più ampio e qualificato, in un tempo in cui i flussi migratori rappresentano una realtà sociale e giuridica ineludibile nelle dinamiche della contemporaneità. Un ulteriore passo in avanti sul fronte dell’accoglienza”. Sottosegretario, cosa cambia con il provvedimento? L’Italia si dota di un modello attento alle esigenze dei minori, soggetti vulnerabili, affermando il loro diritto alla protezione, alla rappresentanza e all’integrazione. È importante accertare tempestivamente la condizione di debolezza e difficoltà della vittima per rendere più efficaci le misure di tutela da adottare. Il provvedimento mira ad assistere affettivamente e psicologicamente il minore in ogni stato e grado del procedimento, prevedendo dove possibile il ricongiungimento familiare e anche il rimpatrio assistito. Si accelerano e uniformano le procedure di identificazione in un contesto adeguato come la struttura di prima assistenza ed accoglienza e con l’ausilio di personale qualificato e di mediatori culturali. Tra le novità più significative, la creazione presso ogni Tribunale per i minorenni di un elenco di tutori volontari. Sarà possibile integrare realmente il minore che arriva in Italia? L’obiettivo è proprio questo. Assistere il minore, ascoltarlo, attuare misure che lo accompagnino alla maggiore età, garantendo il diritto alla salute, con l’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale, e il diritto all’Istruzione. Elementi fondamentali per favorire un’integrazione di lungo periodo e una vera inclusione nel tessuto sociale e formativo del nostro Paese. Senza dimenticare il diritto ad un’adeguata assistenza psicologica e farmaceutica e che dispone l’istituzione di un fondo di solidarietà, così da assicurare loro un sostegno nella formazione scolastica e universitaria, oltre alla possibilità di un futuro impegno nelle amministrazioni pubbliche. Passo in avanti sul fronte dell’accoglienza? Certamente. L’accoglienza è un valore costituzionale che, però, è bene ricordare, va mitigato con le esigenze di sicurezza della collettività. Anche con il decreto legge sulla protezione internazionale, in fase di conversione, abbiamo inteso lavorare in tale direzione. Semplificare, ridurre i tempi e trattare i procedimenti riguardanti le richieste di protezione internazionale con “priorità”, come ha chiesto lo stesso Csm, nella risoluzione con la quale stabilisce le linee guida per i capi degli uffici giudiziari in materia. A ciò si aggiunge la specializzazione del magistrato e l'accorpamento delle competenze in un numero limitato di Tribunali. Per una maggiore qualità e rapidità delle decisioni. Per un giusto equilibrio tra legalità, sicurezza e coesione sociale e tutela dei valori delle persone.