Politica

Pd, è arrivato un altro “Enrico stai sereno”: Bonaccini affila i coltelli

Di Giuseppe Vatinno

Bonaccini su Letta: “E' smunto, depresso e scontento”. Se non siamo ad un altro “Enrico stai sereno” ci siamo molto vicini

Elezioni politiche 2022, Bonaccini affila i coltelli: Letta prenota un biglietto per Parigi

Enrico Letta è un gentiluomo e questo si sa. Uno di quei politici dell’Ottocento, compito nel parlare, sempre contenuto come una timida suorina afgana, sempre pronto alla citazione dotta di chi, tuttavia, sa quanto possa essere duro il mondo reale. Professore alla Sorbona, vive la schizofrenica condizione dell’intellettuale che deve scendere nell’arena infestata di buzzurri della politica nostrana e si difende come può.

Da quel fatidico 17 gennaio 2014 quando Matteo Renzi, allora segretario del Pd, apostrofò Letta presidente del Consiglio con l’ormai mitico “Enrico stai sereno” è perseguitato da risolini e battutine come del resto lo perseguita ancora un’iconica foto che lo ritrae voltato mentre cede il campanellino d’argento della Presidenza proprio a Matteo Renzi che egli stava soffiando il posto.

Ma la vita è dura per i troppo buoni, come diceva un fortunato slogan pubblicitario biscottaro di qualche anno fa. E così Enrico da Pisa c’ha fatto il callo alle sbruffonaggini di quel fiorentino maledetto di Renzi e ormai quasi ci scherza su.

Purtroppo per lui gravi nuvoloni densi di pioggia, tempesta e tregenda si accumulano sul suo orizzonte politico, sondaggi alla mano. Ormai gli squali hanno sentito l’odore del sangue del segretario che pare più che mai destinato ad un clamoroso tonfo elettorale che conseguente spiaggiamento.

Ed allora Enrico Sereno dovrà mettercela tutta per non fare la triste fine dei suoi predecessori, come l’odontotecnico Nicola Zingaretti che c’ha rimesso pure la salute a guidare –per poco tempo quelle iene di “compagni” d’avventura. Dicevamo degli squali.

Ed in effetti c’è ne è uno più grassoccio degli altri che ha puntato il Nazareno e cioè il governatore dell’Emilia – Romagna Stefano Bonaccini che viene da una terra così rossa e lambruscosa che, come da tradizione, ha una sorta di opzione sulla nomina del segretario del Partito democratico. Dopo essere stato “l’eroe della Stalingrado d’Italia” fermando l’ondata nordica leghista sul Senio, Bonaccini ha cominciato a farci prima qualche pensierino e poi qualche pensierone a riguardo al segretariato.

E così detto fatto ha confezionato un silurone che manco Putin agli ucraini e l’ha sparato, definendo il suo segretario, solo qualche giorno fa, “Smunto, depresso e scontento” e aggiungendo anche una temibile considerazione: “come la convinciamo la gente così?”. E poi la botta finale: “si corre per vincere non per perdere bene”.

In compenso però ad un recente incontro alla Camera di Commercio di Roma, a due passi appunto dalla sede del Nazareno e non troppo invero distante da quella storica delle Botteghe Oscure, Stefano Bonaccini ha abbracciato sorridentissimo un sospettoso Enrico Letta che ormai quando lo elogiano si mette con le terga appiccicate al muro.

Insomma se non siamo ad un altro “Enrico stai sereno” ci siamo molto vicini. Queste pacate considerazioni hanno eccitato come faine i membri della corrente interna del Pd di stampo renziano e cioè Base Riformista che in vista del tonfo stanno affilando coltelli, asce e macheti per fare la pelle al povero Enrico che già si vede il 26 settembre cercare un biglietto aereo per Parigi prima che gli amorevoli compagni lo acchiappino.