Politica
Referendum, Zingaretti alza la voce: "Legge elettorale entro il 20 settembre"

Crescono i dubbi nel Pd sul taglio dei parlamentari. Gori vota no e supera il segretario dem. Caos nella maggioranza
"Le preoccupazioni espresse da molte personalita', in ultimo da Bartolomeo Sorge, sul pericolo di votare a favore del referendum sul taglio ai parlamentari senza una nuova legge elettorale, sono fondate e sono anche le nostre",scrive in una nota il segretario del Pd Nicola Zingaretti. "Per questo - ricorda - il Partito Democratico un anno fa ha fatto inserire questo punto nel programma di Governo. Per questo, e non per perdere tempo, spesso in solitudine nelle ultime settimane abbiamo riproposto questo tema da inserire nell'agenda parlamentare. Su questa posizione, in questi giorni, ci sono stati pronunciamenti importanti da parte del Movimento 5 stelle, da ultimo con il ministro Di Maio. Pronunciamenti che vanno tutti nel senso della volonta' di rispettare gli accordi. Rinnovo dunque l'appello alla collaborazione, a tutti gli alleati e a fare di tutto affinche', a partire dal testo condiviso dalla maggioranza, si arrivi entro il 20 settembre a un pronunciamento di almeno un ramo del Parlamento".
"La posizione ufficiale del mio partito, il #Pd, è che il sì al taglio dei parlamentari chiede il rispetto dell’accordo sul proporzionale. Senza legge elettorale, dice Zingaretti, il taglio è pericoloso. Ma le leggi elettorali si fanno e si disfano. Dal 1990, ben quattro volte". Lo scrive su twitter il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori che, in un tweet successivo, aggiunge: "È quindi probabile, sempre che adesso si riesca a votare il proporzionale prima del 20/9 (non facile), che in futuro la legge elettorale cambi ancora. Dobbiamo pensare che il taglio dei parlamentari diventi a quel punto pericoloso per la democrazia? Anche per questo voto No".
"Il problema e' politico. Noi facciamo parte di una maggioranza che regge il governo e con cui cisiamo accordati su un principio da subito. Il referendum per il tagliodei parlamentari deve essere accompagnato dalla riforma della leggeelettorale", spiega all'Agi il deputato Pd e relatore della riforma elettorale, Emanuele Fiano. "Senza la seconda, con il Rosatellum invigore, si rischiano scompensi in chiave di rappresentanza politica -tanto e' vero che noi siamo intervenuti con il diritto di tribuna nella nuova proposta elettorale - e scompensi nella rappresentanza territoriale, oltre a scompensi di tipo istituzionale", aggiungel'esponente dem. "Tutte questioni che sono state fatte presenti a ItaliaViva, Movimento 5 Stelle e Liberi e Uguali, e abbiamo per questoottenuto un accordo. Noi abbiamo detto che ci stiamo se si fanno questicambiamenti alla legge elettorale", per esempio una legge proporzionalecon soglia nazionale al 5%. Ma se si toglie questa condizione disalvaguardia, il Pd dovra' riflettere, siamo in una fase politica diconfronto e quel taglio dovra' essere valutato".