Politica

L'unico modo per tenere insieme la sinistra è il metodo Veltroni

Il vituperato "ma anche" di veltroniana memoria va forse rivalutato oggi che la sinistra riesce a dividersi e fare distinguo persino sulla pace. E le urne parlano chiaro. Il commento

di Fabio Massa

L'unico modo per tenere insieme la sinistra è il metodo Veltroni

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Negli ultimi tempi ho iniziato a rivalutare il "ma anche" di veltroniana memoria. Perché il buon Walter, faccia buona e cervello fino, venne perculato alla morte per la sua inclusività, che se è vero che annacquava e in fondo sviliva il messaggio del centrosinistra, è anche vero che andava oltre le divisioni, cercava quel che univa piuttosto che quel che divideva.

E oggi la sinistra è diventata una serie di conventicole settarie

Che cosa succede oggi? Che cosa è successo da allora ad oggi? Che la sinistra si è trasformata in una serie di conventicole settarie. I riformisti si sono autoespulsi dal Pd che pure avevano governato, poi si sono divisi tra Calenda e Renzi, e poi adesso si sono atomizzati anche di più. Il Pd punta a rinnegare il Jobs Act, cioè un suo provvedimento, votato da tutto il partito. I dem sono guidati da Elly Schlein, che è sostenuta dalla sinistra radical che vuole posizioni radicali. Che come primo obiettivo non ha la destra, ma proprio il riformismo. C'è poi la questione legata al Movimento 5 Stelle, che ormai si colloca sul ramo a sinistra del Pd ma è stretto da AVS con il quale condivide molto e quasi tutto.

Ecco, nei giorni della seconda piazza alternativa sulla pace (potrà mai essere divisiva la pace? Sì, evidentemente), mi viene in mente Veltroni, che ai tempi non stimavo così tanto. Ma forse il suo ma anche era l'unico modo per tenere insieme la sinistra. Nel 2008 prese il 33,18 per cento. Nel 2024, alle ultime elezioni, il Pd ha preso il 24 per cento. E addirittura sotto il 20 alle ultime politiche del 2022. Forse qualcosa vorrà pur dire.