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“Trump non mi fa paura e il piano Riarmo Ue di Von der Leyen non sta in piedi”

La senatrice Stefania Craxi, commissione Esteri: “La Ue deve avere un politica comune, la difesa non è riarmo”

​​​​​ di Redazione Politica

“Trump non mi fa paura e il piano Riarmo Ue di Von der Leyen non sta in piedi”

“L’Europa oggi è alla ricerca di un nuovo ordine mondiale, con i grandi organismi multilaterali che hanno mostrato il loro fallimento, ma rimangono alcune certezze che eppure sembrano vacillare. La prima è che il rapporto transatlantico per l'Europa non è sostituibile, la seconda è che comunque servirà una gamba di difesa europea, sempre nel quadro di un'alleanza atlantica. Perché l'Unione Europea non è come la volevamo in origine”.

Stefania Craxi a Giornaleradio

Lo ha detto Stefania Craxi, presidente della commissione Affari Esteri e Difesa del Senato a “Spin Doctor” la trasmissione radiofonica condotta da Luigi Crespi e Fabio Carosi su Giornale Radio.

"Non solo difesa comune ma anche politica estera comune"

“L'Europa non solo deve avere una difesa comune, ma deve avere una politica estera comune. Il cosiddetto progetto Von der Leyen, tra l'altro definito di riarmo, ma la difesa non è riarmo, noi grandi nazioni dobbiamo continuare a lavorare per una politica di disarmo, ma la difesa vuole dire anche la difesa degli interessi che vuole dire i nostri dati sensibili che passano sotto il Mediterraneo, vuole dire la cybersicurezza, vuole dire la difesa generale dei nostri interessi, della nostra libertà e della nostra prosperità, questa è la difesa. Però è un piano che non sta in piedi perché prevede 800 miliardi, di cui 150 che possono richiedere gli Stati a debito e gli altri 600 non si capisce sui bilanci dei singoli Stati. Questo non è possibile altrimenti creeremo una difesa a più velocità in Europa anziché una difesa comune, se non sarà concesso un debito comune su questo tema”.

I leader UE e le fughe in avanti

“Le fughe in avanti in questo momento sono pericolose, fatte magari da qualche leader europeo in cerca di consenso. Non bisogna agitarsi, ma lavorare con pazienza e tenere saldo quel legame che ci lega al rapporto transatlantico, perché insieme siamo Occidente. E io penso che alla fine la storia e le ragioni della realtà terranno insieme l'Occidente”.

“Non ho paura né di Trump né di Macron”

Incalzata sulle dichiarazione del presidente Usa e del presidente Francese, la senatrice Craxi ha detto chiaramente: “Tra Trump e Macron chi mi fa più paura? A me non fa paura nessuno, mi fa paura il fatto che l'Europa sia arrivata in questo momento come le scimmiette della Rai ‘non vedo, non sento, non parlo’. Non si può sempre addebitare agli altri le colpe che sono proprie. Penso che sia venuto il momento di un'assunzione di responsabilità dell'Europa perché altrimenti sarà un vado di coccio tra vasi di ferro e quindi rischia la morte sotto tutti i punti di vista”.

Il linguaggio ruvido di Trump

Infine il linguaggio della nuova politica sempre più aggressivo: “Non bisogna spaventarsi neanche del linguaggio un po' ruvido, al limite del grottesco di Trump. In realtà gli americani ci chiedono di farci carico della nostra difesa sin dei tempi di Eisenhower. E anche Kennedy fu, per esempio, durissimo parlando della difesa europea. Disse gli americani dovevano smetterla di finanziare l'alleanza Nato quando i loro partner non se ne curavano e vivevano alle nostre spalle, un po' come gli scrocconi di Vance”.

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