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Il futuro del Mediterraneo in mostra nel Principato di Monaco

All’interno del Museo Oceanografico, “Mediterranean 2050”, un’esperienza immersiva dal forte valore educativo

di Davide Mura

Il futuro del Mediterraneo in mostra nel Principato di Monaco

Il Mar Mediterraneo, una delle aree marine più ricche e complesse del pianeta, sta affrontando sfide importanti legate alla pressione antropica, ai cambiamenti climatici e alla perdita di biodiversità. Un mare sempre più vulnerabile, il “Mare Nostrum”, minacciato da inquinamento, pesca intensiva e urbanizzazione costiera. Proprio per questo motivo, il Principato di Monaco ha da tempo posto la tutela dell’ambiente marino al centro della propria agenda, diventando un punto di riferimento internazionale nella promozione di politiche di conservazione e sensibilizzazione.

Il Museo Oceanografico di Monaco, uno degli spazi simbolo per la ricerca e la diffusione della conoscenza sul mondo marino, è da anni impegnato a raccontare la bellezza e la fragilità di mari e oceani, nonché a stimolare il pubblico a un coinvolgimento attivo nella loro protezione. Fin dal suo fondatore, il principe Alberto I, il “principe navigatore” che nel corso del XX secolo ha avviato importanti studi oceanografici, Monaco ha dato un forte contributo scientifico in ambito marino. Oggi, sotto l'impulso delle nuove generazioni di ricercatori, studiosi e divulgatori scientifici, il Principato continua a promuovere iniziative per il monitoraggio e la salvaguardia della biodiversità marina. 
La mostra “Mediterranean 2050”, appena inaugurata presso il Museo Oceanografico, non è solo un'esperienza immersiva, ma anche un invito a riflettere sull’urgenza di adottare scelte consapevoli per garantire un futuro sostenibile per il mare.

Attraversando gli oltre 1.000 quadrati di esposizione, si ha la sensazione di intraprendere un viaggio alla scoperta dei principali cambiamenti, dalle sue origini ai possibili, ottimistici scenari per il futuro, in cui l’ecosistema marino può tornare a prosperare grazie a scelte sostenibili e consapevoli.
Allo stesso tempo, si puntano i riflettori sulle fragilità del mare monegasco, che ospita il 7,5% delle specie marine mondiali e il 18% di quelle vegetali, con scenari immersivi, giochi interattivi e simulazioni digitali, in cui i visitatori possono comprendere l’importanza delle Aree marine protette (Mpa) e le azioni necessarie per raggiungere l’obiettivo 30x30: proteggere il 30% degli oceani entro il 2030.
 

Tra le esperienze più suggestive, la “Mission Pelagos” porta i partecipanti in un sottomarino futuristico dal quale esplorare il Mediterraneo del 2050 e ammirare la rinascita della biodiversità marina. Grazie a tecnologie all’avanguardia e a una proiezione monumentale su 310 metri quadrati, è possibile immergersi virtualmente in un habitat popolato da tartarughe marine, squali, cetacei e tante altre specie simbolo delle acque marine.

Il percorso espositivo si conclude con “My Oceano Med”, una sezione interattiva in cui ogni visitatore può scoprire come contribuire concretamente alla salvaguardia del mare. Un'applicazione permette di proseguire l’esperienza oltre il museo, coinvolgendo il pubblico in una sfida collettiva per proteggere il Mediterraneo.

Indubbiamente, la mostra “Mediterranean 2025” è un’iniziativa dal forte valore educativo che offre ai visitatori un’esperienza coinvolgente sul futuro del Mediterraneo. Il Principato di Monaco conferma ancora una volta la sua leadership nel promuovere una cultura della sostenibilità e nella sensibilizzazione del pubblico sulle sfide globali legate alla salvaguardia degli ecosistemi marini, invitando tutti a diventare attori del cambiamento.