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Bullismo e deliquenza: la pianta va raddrizzata quando è ancora giovane

Vi sono due modi per rimettere i giovani in carreggiata: con le sanzioni e con le riabilitazioni

di Ezio Pozzati

Bullismo e deliquenza giovanile, che fare?

Uno dei problemi sociali che ci coinvolgono tutti i giorni sono: il fenomeno del bullismo e quello della delinquenza giovanile. Non essendo un sociologo o un psicologo mi permetto lo stesso di rilevare questi avvenimenti quotidiani e fornire suggerimenti. Il fatto che i giovani (ragazze e ragazzi) formino dei gruppi per vessare con il bullismo coetanei che non si integrano con loro o  che in modalità da “branco” rapinano le persone di qualsiasi età per fini esclusivamente costruiti sul denaro o sugli status simbol crea nella società civile molta ansia.

Presi singolarmente queste/i giovani a dirla in parole povere sono dei “vigliacchi”, in branco invece si sentono invincibili, allora che fare? A mio avviso, e non solo, vi sono due modi per rimetterli in carreggiata: con le sanzioni e con le riabilitazioni. Con: 1. lavori socialmente utili: i giovani coinvolti in reati o atti di bullismo possono essere condannati a svolgere attività come pulizia di parchi, manutenzione di edifici pubblici o assistenza in strutture di beneficenza o anche di assistenza a malati, anziani o portatori di handicap ed in aggiunta  anche dove sono ospitati animali, quali canili, gattili, oasi feline ecc..

2. Sanzioni pecuniarie: per reati minori, possono essere imposte multe che, in caso di minori, diventano responsabilità dei genitori. 3. Affidamento in prova ai servizi sociali: come misura alternativa alla detenzione, in cui il giovane viene seguito e monitorato per un periodo. 4. Limitazione della libertà: per i reati più gravi, possono essere applicate restrizioni, come il divieto di uscire da casa in determinati orari (ad esempio, il coprifuoco) oltre che il divieto di utilizzo dei social network,  di internet, del computer o al altri divices.

Un altro capitolo a parte riguarderebbe le riabilitazioni, cioè: 1. programmi educativi: dove la partecipazione sarà obbligatoria per corsi di educazione civica o su temi come la gestione della rabbia e la risoluzione dei conflitti. 2. Terapie psicologiche: incontri individuali o di gruppo con psicologi per affrontare le cause dei comportamenti devianti e migliorare le capacità relazionali. 3. Progetti di integrazione sociale: partecipando a laboratori creativi, sportivi o culturali per offrire alternative positive al tempo libero. 4. Mediazione penale: nel caso di reati, incontri supervisionati con le vittime per comprendere l'impatto delle proprie azioni e costruire percorsi di responsabilizzazione e non sarebbe male se venissero accompagnati nelle sale di rianimazione dove vi è la vera sofferenza sia di chi è ospite sia di chi è parente o amico/a.

Questi interventi non solo mirano a punire i comportamenti sbagliati, ma anche a rieducare i giovani affinché possano reintegrarsi nella società in modo positivo. Chiudo con dei pensierini filosofici. Un po' di sudore e di fatica non ha mai fatto male a nessuno. E poi, se vuoi che la pianta cresca dritta devi correggerla quando è ancora giovane e in fase di crescita.

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