Cronache

Coronavirus: ambulanti torinesi tornano nei mercati, vogliamo lavorare

Ambulanti torinesi del settore non alimentare sono tornati in piazza per chiedere di poter riaprire

Coronavirus: ambulanti torinesi tornano nei mercati, vogliamo lavorare

Gli ambulanti torinesi del settore non alimentare sono tornati in piazza: chiedono di riaprire. Sono tornati nei mercati, hanno montato i banchi, esposto la merce. Unica differenza un cartello "Oggi merce non in vendita". 

Coronavirus: ambulanti torinesi: "Siamo fermi e le spese si accumulano, siamo disperati"

"Stiamo parlando di una categoria - dice Giancarlo Nardozzi presidente del Goia (Gruppo organizzato indipendente ambulanti) presente oggi al mercato di corso Racconigi, uno dei principali della citta' - che comprende un milione di persone circa, compreso l'indotto. Di queste circa la meta' rischia di non riaprire piu'". "Siamo fermi e le spese si accumulano, siamo disperati. E' un settore storico che rischia di sparire. Alla politica - aggiunge - chiediamo un po' di umanita': si continua a considerare la grossa distribuzione e si abbandona il piccolo commercio". Nardozzi parla pero' di un piccolo spiraglio: "Ieri sera siamo stati convocati dal prefetto per un incontro domani a mezzogiorno. Speriamo che qualcosa si muova: se continuano a tenerci chiusi siamo pronti ad andare con i furgoni a Roma". "Siamo l'unica attivita' all'aperto - aggiunge un altro commerciante- e ci tengono chiusi. Ma che senso ha?". "Non e' come nel primo lockdown quando tutto era fermo- osserva Marco Lapone, rappresentante degli ambulanti di corso Racconigi - oggi sono tutti liberi, i centri commerciali sono aperti, l'unica categoria bloccata siamo noi con i ristoratori. Siamo disperati, senza entrate con le spese che continuano, e' come aver perso cinque volte il fatturato". La gente incuriosita si avvicina ai banchi ma "oggi la merce non e' in vendita. Oggi vogliamo dire che ci siamo, che stiamo affogando, che abbiamo bisogno di lavorare. In sicurezza, rispettando le regole ma lavorare. Noi non siamo untori" e' scritto su un cartello