Cronache
Migranti: Open Arms, Italia e Malta negano evacuazioni mediche

"Condizioni dei naufraghi a bordo allarmanti", la nave attende da 6 giorni giorni l’indicazione di un porto sicuro che finora è stato negato
Migranti: Open Arms, no da Italia e Malta
Malta e Italia hanno negato l'evacuazione medica di 9 tra le 278 persone che si trovano a bordo della nave della ong Open Arms, a cui già in precedenza era stato negato un porto di sbarco dai due Paesi. La richiesta di evacuazione era stata fatta ieri, 13 settembre, dal medico di bordo per 7 migranti "gravemente ustionati e bisognosi di cure ospedaliere immediate e due in stato di gravidanza con sintomi di nausea e debolezza". "La situazione a bordo è complessa - spiegano Open Arms e Emergency - le condizioni meteo sono in peggioramento, tutti i naufraghi sono in condizioni fisiche e psicologiche precarie, tutti hanno alle spalle storie di torture e abusi nonché il trauma della traversata in mare".
Open Arms: "Italia e Malta negano evacuazioni mediche"
L'11 settembre scorso il medico di bordo, Paola Tagliabue, aveva messo a punto una relazione allarmante sulle condizioni a bordo dei naufraghi. Essi, scriveva, "mostrano caratteristiche di fragilità legate all’età, al periodo trascorso in condizioni di detenzione e/o prolungata permanenza in mare. Nello specifico, a bordo si contano 2 donne gravide (al 1° e al 3° mese), 16 minori (di cui una bambina di 2 anni e una di 3) e 18 donne.
Si comunica, inoltre, che a 24 naufraghi è stata diagnosticata la scabbia e 5 pazienti riportano lesioni da carburante e severa disidratazione, di cui 2 con lesioni estese. I naufraghi soccorsi nell’ultima operazione di salvataggio presentano importanti condizioni di disidratazione. Si sottolinea che la permanenza prolungata a bordo della nave potrebbe scatenare l’insorgenza di epidemie di patologie a trasmissione respiratoria, nonché gastrointestinali. Si teme inoltre - proseguiva Tagliabue - il peggioramento delle condizioni di salute delle persone ad ora in fase di osservazione, in considerazione del loro stato clinico precario. Alla luce delle considerazioni di cui sopra, si consiglia di ridurre al massimo il periodo di navigazione per motivi di sicurezza sanitaria".
Open Arms aveva effettuato tre soccorsi tra l'8 setembre e il 10 settembre scorsi, due in Sar maltese e uno in Sar libica. La nave attende da sei giorni giorni l’indicazione di un porto sicuro, che finora è stato negato, dove poter far sbarcare i migranti.