Cronache
"Non fate arrabbiare Petra". Una bella storia di bullismo e boxe

La pugile Irma Testa in prefazione, il nuovo sforzo letterario di Riccardo C. Mauri. Dedicato agli adolescenti e ai genitori che vogliono più consapevolezza
Riccardo C. Mauri (autore per “Le Iene, programma cult di Mediaset), ci parla del suo ultimo capolavoro di penna dal titolo “Non fate arrabbiare Petra” (232 pp. edito da Paoline), un’adolescente rifiutata sia dal suo ragazzo che dalla madre. Una storia coinvolgente, intensa, vera ma soprattutto che tocca temi delicati e drammaticamente attuali come bullismo, amori non corrisposti, separazione, ma anche amicizia, magistralmente amalgamati dall’autore con altre sfumature dell’animo umano quali; la sofferenza, la forza di volontà e la tenacia. In tutto questo lo sport la fa da padrone, praticato sia dalla giovane protagonista che dal suo stesso narratore. La pugile professionista Irma Testa (prima donna italiana a disputare un’Olimpiade, quella di Rio de Janeiro e attuale campionessa europea nella categoria 57 kg) ha curato una prefazione decisamente avvincente.
Nella quarta di copertina dell’opera si legge: “Petra è una sedicenne insignificante, o almeno così lei si sente. Vive con il padre da dieci anni, da quando la madre li ha lasciati. Alla sua festa di compleanno, Tommaso, il ragazzo di cui è innamorata, si prende gioco di lei per divertimento. Impossibile ripresentarsi al liceo il giorno dopo! Marinando la scuola, però, finisce in una palestra di boxe femminile. La sua vita cambia! Petra si ritrova a frequentare un mondo nuovo, quello delle boxe; scopre nuovi punti di vista; inizia a prendere a pugni le sue paure…e non solo! Che fine fa un bullo? Che cosa può diventare una ragazza bullizzata? Un consiglio per tutti: sinceramente, ragazzi, è meglio non far arrabbiare Petra”.
Riccardo, ci parli un po’ di lei? E’ la sua prima esperienza editoriale?
Ho 37 anni e da 6 faccio l’autore per Le Iene. Prima di arrivare a Cologno Monzese ho studiato filosofia e fatto tanta gavetta in case di produzione, agenzie creative, organizzazioni no profit.
“Non fate arrabbiare Petra” non è la mia prima esperienza editoriale. Per Paoline ho già pubblicato nel 2018 un libro per l’infanzia dal titolo “Super Pangolino”, e in passato ho scritto due libri a quattro mani insieme ad un mio amico, Giuseppe Schiavone, oggi editor per una grande agenzia di comunicazione.
“Non fate arrabbiare Petra” è il primo vero romanzo che scrivo da solo, quindi per certi versi è la prima esperienza editoriale che mi rappresenta del tutto e che rispecchia le mie scelte, i miei gusti e le mie passioni.
“Non fate arrabbiare Petra”. Da cosa è stato ispirato e perché questo titolo?
Mi piacciono i titoli un po’ incisivi, che contengono un po’ di rischio. Vorrei che qualcuno si chiedesse: chi è Petra? E perché è meglio non farla arrabbiare? In più, il passaggio di stato dalla calma alla rabbia è uno dei motivi del libro, e credo della vita in generale. È un sentimento violento, perché a volte per restare calmi ci si fa del male, quando si reagisce, invece, si rischia di fare male agli altri.
Lo dedica a qualcuno in particolare?
Il libro parla di bullismo, ma il bullismo va descritto nelle sue sfumature, altrimenti rischia di restare una parola vuota. Respirare per mesi o anni un clima di svalutazione, di esclusione, di indifferenza, è bullismo. Essere usati, manipolati e ingannati è bullismo. Spesso né le vittime né i carnefici hanno gli strumenti per riconoscere il disvalore di queste dinamiche, ed è particolarmente triste perché chi subisce bullismo può esserne condizionato per tutta la vita.
Questa storia è dedicata agli adolescenti e ai genitori degli adolescenti che vogliono acquisire più consapevolezza intorno a questo tema.