Economia

Tim-Poste, l'ex monopolista torna italiana grazie a Del Fante: chi è l’uomo dietro la svolta storica

Sotto la sua guida il valore di Poste Italiane è passato da 8 miliardi a 27 miliardi di euro

di redazione economia

Tim, chi è Matteo del Fante: l'uomo che riportato l'ex Telecom in mani italiane

Sotto la guida di Matteo Del Fante, Poste Italiane si reinventa ancora una volta. L’azienda ha acquisito il 15% di Tim dai francesi di Vivendi per 684 milioni di euro, facendo salire la propria partecipazione al 24,81% e riportando in mani italiane uno degli asset più strategici nel settore delle telecomunicazioni.

Il regista di questa operazione? Matteo Del Fante, che l'ha definita "molto importante" perchè "arriva a conclusione di un percorso di otti anni in cui abbiamo rilanciato i pacchi, la telefonia, i pagamenti, i contratti luce e gas, permettendo agli italiani di avere più servizi dalla nostra azienda e facendo anche guadagnare i nostri azionisti." E ha aggiunto: "Il valore di Poste Italiane è passato da 8 miliardi a 27 miliardi di euro". 

Insomma dal suo arrivo alla guida di Poste nel 2017, Del Fante non se n'è stato mai con le mani in mano, trasformando l'azienda in una vera macchina da guerra e ampliando il core business ben oltre il mero servizio postale. Nato a Firenze nel 1967, Del Fante ha da sempre saputo coniugare eccellenza accademica e brillantezza professionale. Laureatosi con lode in Economia Politica presso la Bocconi, e perfezionatosi con corsi alla Stern Business School della New York University, il suo percorso parte subito a razzo. A soli 24 anni entra in JPMorgan Chase, dove in breve tempo scalda la vetta, raggiungendo nel 1999 il ruolo di managing director nella sede di Londra, curando operazioni finanziarie di un certo calibro e per i maggiori clienti europei.

Ma il vero "turning point" per Del Fante arriva nel 2004, quando sceglie di tornare in patria per entrare in Cassa Depositi e Prestiti. Qui, spazia in diversi ruoli e responsabilità:  dalla direzione finanza e M&A al ruolo di direttore generale dal 2010 al 2014. Il salto decisivo si concretizza però nel 2014, quando Matteo Renzi, allora premier, lo scelse per guidare il colosso dell'energia Terna, e proprio lì Del Fante ha saputo mettere in campo tutto il suo talento, ad esempio con l’inaugurazione del cavo Sorgente Rizziconi che collega Sicilia e Calabria, garantendo un risparmio annuo di circa 600 milioni di euro per il sistema elettrico nazionale.

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Dal 2017 è al timone di Poste Italiane, dove Del Fante ha messo in atto una vera e proprio rivoluzione: da un servizio postale tradizionale, in crisi e con utili in calo, ha guidato una trasformazione che ha triplicato il valore aziendale, portando Poste da 8 a 27 miliardi di euro grazie a un piano industriale che ha spinto digitalizzazione, e-commerce, pagamenti digitali e telecomunicazioni.

Non solo. Del Fante ha saputo diversificare il suo impegno assumendo anche ruoli differenti da quello in Poste, come la presidenza di Giubileo 2025 e la vicepresidenza di Assonime (insieme con Corrado Passera di Illimity Bank), rafforzando così il suo profilo di manager poliedrico. È un uomo che preferisce lasciare che siano i risultati a parlare: discreto e riservato, non ama i riflettori. Insomma, dal cuore della finanza internazionale a Wall Street, fino ai vertici delle partecipate statali italiane, ogni tappa della sua carriera è stata un tassello fondamentale nella creazione di un leader che è riuscito dove molti hanno fallito, riportare a casa Tim, gioiellino italiano delle tlc da tempo in mani straniere.