Economia
Confindustria,Pasini sale come anti-Bonomi.Saltano 3 imprenditori in Consiglio
Mr Assolombarda promette a Treviso la delega dell'Organizzazione. Stasera cena di gala a Torino per i 110 anni della confederazione. La partita della presidenza
Tre imprenditori saranno estromessi dal voto in Consiglio generale il 26 marzo per designare il nuovo presidente di Confindustria. Secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, l’ex Giunta di Viale dell’Astronomia composta da 182 membri che dovranno a scrutinio segreto decidere chi sarà il successore di Vincenzo Boccia per il prossimo quadriennio vedrà ridotto "momentaneamente" il proprio organico in sede di voto. Pare che la decisione sia dei probiviri su impulso dell’organizzazione.
A quanto risulta due dei tre membri del Consiglio per cui sono stati presi provvedimenti sono imprenditori siciliani non in regola con i contributi associativi, condizione che ha portato l’organizzazione a sanzionare gli interessati. Non sono noti invece i motivi di esclusione del terzo. Fatto sta che gli aventi diritto a designare il prossimo presidente saranno 179 (e non 182), il che abbasserà il quorum sia per vincere la contesa fra i due candidati (uno è sicuramente il milanese Carlo Bonomi, l’uomo da battere) che saranno ammessi al ballottaggio finale (90 voti) sia il numero delle lettere di voti consiliari per le autocandidature.
Carlo Bonomi
Intanto, mentre a Torino fervono i grandi preparativi per la cena di gala di stasera per la festa dei 110 anni della Confindustria, appuntamento in cui si continuerà a tessere alleanze utili da giocare nella grande partita per la presidenza, il Sistema comincia a ragionare sulla nuova configurazione della sfida che, come raccontato ieri da Affaritaliani.it, si è ridotta a tre candidati dopo il passo di lato del presidente di Federlegno Emanuele Orsini: il presidente di Assolombarda Carlo Bonomi, la vicepresidente Licia Mattioli e il presidente degli industriali bresciani Giuseppe Pasini.
La mossa di Orsini, che ha la funzione di compattare il fronte anti-Bonomi e che ha deciso di appoggiare Pasini, porta all’ex numero uno di Federacciai in Zona Cesarini per la raccolta delle firme l’importante appoggio di Federlegno, dell’Associazione Nazionale dei Costruttori Edili (Ance), di Confindustria Ceramica, il consenso della filiera della plastica in Emilia-Romagna e il sostegno di alcuni grossi nomi dell’Agroalimentare emiliano-romagnolo come Vincenzo Cremonini e della filiera dell’automotive come Stefano Domenicali della Lamborghini. Pasini, oltre che di Federacciai e della grande meccanica con Federmeccanica e Anima, può contare da sè sull’appoggio di Trento e Bolzano, pare delle Marche e di Reggio Emilia, oltre che della sua Brescia e di Lecco-Sondrio in Lombardia.
Licia Mattioli
Non riesce a spaccare in Veneto dove Bonomi ha seminato bene anche per i patti che Mr Assolombarda ha siglato con i diversi imprenditori nordestini che siedono in Consiglio, fra cui la numero uno della grande confederazione VenetoCentro (Treviso e Padova) Maria Cristina Piovesana. L'imprenditrice del legno è una bonomiana di ferro a cui il capo degli imprenditori lombardi ha promesso la delega all’Organizzazione, delega che erediterà dalla vicepresidente Antonella Mansi.
Dopo il cinque febbraio, Mattioli e Pasini (chiederanno anche a Illy se vorrà contribuire a rafforzare il fronte portando in dote qualche voto) dovranno mettersi d’accordo su chi nel ballottaggio correrà come l'anti-Bonomi. La decisione dipenderà dal pacchetto di firme che riusciranno a consegnare ai saggi e da considerazioni sulla continuità-discontinuità della gestione in Confindustria e sulle caratteristiche di business delle proprie aziende. Sulla capacità del proprio mondo di provenienza, cioè, di smuovere il maggiore consenso fra gli associati, carte da giocare nei confronti di un bravo manager ma rappresentante della micro-impresa, sentenzia qualcuno in Confindustria, come Bonomi.
@andreadeugeni