Economia
Economia, come la pandemia ha trasformato il consumatore in "essere umano"

L'era del Covid dà il via alla "Human centric economy"
L’impatto della pandemia sulla reputazione delle aziende italiane
Un altro aspetto affrontato durante la giornata è stato quello relativo all’impatto del Covid-19 sulla reputazione delle aziende italiane. A prendere la parola è stato Dino Borello, Vice President, Client Services, EMEA che ha confermato come gli italiani hanno apprezzato molto come le aziende hanno reagito alla pandemia, soprattutto per gli sforzi fatti per garantire i servizi, per l’attenzione alla salute di lavoratori e clienti e per gli aiuti forniti al settore medico: da una reputazione “average” di 68,8 del 2019 si è passati a una reputazione “strong” di 72,8 nel 2020, con un aumento netto di 4 punti. Nel periodo post-pandemia, invece, tra marzo e dicembre 2020, tutti i settori analizzati hanno fatto registrare un incremento dei reputation score, anche se ci sono state differenze sostanziali dovute sia al ruolo e all’importanza che al modo in cui hanno reagito: e così mentre il settore Farmaceutico (+3,3), le Telecomunicazioni (+2,8), i Servizi finanziari (+2,6) e il Food & Beverage (2,6) hanno fatto registrare aumenti importanti, i settori Energia e Automotive, si sono limitati ad aumenti di 1,6 e 0,6 rispettivamente. “I driver principali che hanno generato questa crescita verso l’alto – ha commentato Borello – hanno tutti a che fare con l’aspetto ‘umano’ del consumatore e sono stati essenzialmente tre: quelli legati alla cittadinanza, quelli legati alla governance e quelli relativi al luogo di lavoro, portando in secondo piano il valore dei prodotti e servizi offerti, mentre i fattori che hanno influito di più su questi ambiti sono stati in gran parte (89%) legati all’aver supportato delle iniziative di carattere etico. La pandemia, infine, ha generato anche un’evoluzione più ‘human centric’ dell’immagine dei singoli settori agli occhi del pubblico che, ad eccezione dell’automotive, a seconda dei casi, sono diventati più amichevoli, attenti, patriottici, moderni o sinceri”.
Il coinvolgimento dei dipendenti: una risorsa per aumentare il potenziale nascosto
In questo processo di cambiamento alle aziende è richiesto di dimostrarsi più umane: i consumatori si aspettano che le aziende dimostrino una visione chiara per il futuro e un impegno sociale concreto, sia all’interno, verso i dipendenti, che verso gli stakeholders esterni: in particolare negli ultimi anni è aumenta la considerazione che i Top Manager hanno dei propri dipendenti che, oggi, sono considerati alla pari di clienti e del pubblico. “Riuscire a creare un allineamento tra le strategie aziendali e i propri dipendenti crea migliori performance e aumenta anche gli sforzi che ciascuno mette nel lavoro, generando un effetto moltiplicatore sia della produttività che della profittabilità – commenta Sara Fargion Vice President Client Services EMEA di RepTrak. Un altro aspetto da tenere in considerazione poi è la Employees Reputation che rappresenta il grado di coinvolgimento emotivo che si crea tra dipendente e la propria azienda: un indicatore che, durante la pandemia, è cresciuto grazie soprattutto agli sforzi che le aziende hanno saputo mettere in atto per garantire migliori luoghi o condizioni di lavoro. “Nei prossimi mesi - conclude Fargion - le risorse umane dovranno lavorare su diversi aspetti per allinearsi ai nuovi standard della ‘”human centric economy”: dovranno realizzare nuovi spazi di lavoro ibridi in grado di venire incontro alle mutate condizioni di lavoro, dovranno fare crescere i manager e le loro modalità di essere leader, soprattutto grazie agli strumenti digitali e, allo stesso tempo, dovranno lavorare per far diventare top manager e dipendenti ‘fan’ e rappresentanti del proprio brand”.