Economia
Rc Auto, Unipol contro la norma 5S. Cimbri: "Premio familiare iniquo"

Dopo l'Ania, anche il leader di mercato UnipolSai
Ieri l’Ania, la Confindustria delle assicurazioni italiane. Oggi il numero uno del gruppo leader in Italia nell’Rc Auto: Carlo Cimbri, amministratore delegato di UnipolSai. Le nuove norme del decreto fiscale approvate dalla commissione Finanze sull’estensione dei benefici dell’assicurazione Rc Auto familiare alle due ruote introducono elementi di “iniquità”.
"La Rc Auto - ha spiegato Cimbri all’agenzia Radiocor a margine dell'iniziativa Welfare Italia promossa dal gruppo assicurativo- legata alla rischiosità dei comportamenti delle persone e non all'appartenenza ai nuclei familiari, quindi il fatto che per legge qualcuno debba avere delle condizioni di prezzo che non sono legate alla sua rischiosità, ma all'appartenenza al nucleo familiare produce, evidentemente, l'effetto che qualcun'altro che avrebbe diritto a pagare un prezzo minore lo pagherà invece piu' alto per sostenere chi paga un prezzo più basso non per merito ma per norma”.
Il manager poi ha aggiunto che la proposta "prescinde dal tenore di vita e dal reddito e non va neanche nella direzione di agevolare coloro che ne hanno più bisogno in quanto ne beneficerebbe anche la famiglia più abbiente, quindi non ne capisco il senso".
La norma in questione è stata introdotta lunedì da un emendamento presentato dal sottosegretario del ministero dell’Economia in quota M5s Alessio Villarosa ed attribuisce il diritto di assicurare tutti i veicoli posseduti in famiglia con la migliore classe di merito disponibile, compresi moto e scooter. Creando di fatto una classe di merito unica familiare e abbassando i costi delle polizze in particolare per i giovani, che avrebbero altrimenti tariffe ben più salate.
In pratica, se, per esempio, in famiglia si ha un motorino assicurato in prima classe di merito, tutti gli altri componenti del nucleo potranno fruire della fascia più bassa di costo della polizza su qualsiasi altro veicolo, anche se già assicurato e con classi meno favorevoli. Secondo la numero uno dell’Ania Anna Maria Farina se definitivamente approvata, la norma condurrebbe a “conseguenze davvero distorsive per la sostenibilità del sistema assicurativo dell’Rc Auto, a danno di tutti gli utenti”.
E, visto il trend di raccolta nel ramo danni, c’era da aspettarselo che l'associazione categoriale che rappresenta anche Unipol tuonasse contro la norma pentastellata. Secondo l'ultimo rapporto Ania, proprio sul fronte Rc Auto il settore assicurativo sta vivendo infatti un momento difficile: il business non cresce tanto che lo scorso anno i premi sono rimasti sostanzialmente stabili, pari a 13,25 miliardi, e il combined ratio, ossia il rapporto tra i sinistri e i premi incassati, è costantemente salito nell’ultimo triennio arrivando a ridosso del 100%, oltre il quale le compagnie subiscono una perdita.
Le assicurazioni, Unipol compresa, quindi promettono battaglia. Cosa farà ora il Pd, partito tradizionalmente vicino al mondo delle cooperative emiliane, in aula alla Camera dove il decreto dev’essere convertito il legge? Dopo Mes, Giustizia e lotta all’evasione, un altro fronte di frizione nel governo?