Economia

Unipol, Cimbri su PopSondrio apre (anche agli stranieri): "Italianità da difendere ma c'è il mercato"

Il gigante assicurativo, leader nel ramo danni e nel business salute, annuncia il suo nuovo piano industriale. E sul risiko bancario…

di Marco Scotti

Unipol, la strategia di Cimbri lascia tiepida la Borsa

A Carlo Cimbri piace la musica. Il presidente di Unipol aveva usato Vasco Rossi (“Senza parole”) per congedare l’amministratore delegato di Bper Piero Montani. Oggi si sposta in Francia e usa una canzone dei Daft Punk per dare il titolo al suo piano industriale: “Better, faster stronger” (a voler essere pignoli, mancherebbe Harder per essere fedeli al duo transalpino). Ma al di là dei sofismi da melomani, quanto messo nero su bianco per il triennio 2025-2027 è ambizioso, anche se non così dirompente da sconvolgere la Borsa in una giornata prudente ma non drammatica per via dei dazi. Così il titolo lascia sul campo oltre due punti percentuali. 

La prima notizia è che nel periodo sono previsti 3,8 miliardi di utili, con 2,2 miliardi di dividendi da distribuire tra i soci, in crescita del 72% rispetto al 2023. Una bella montagna di soldi che metterà a tacere qualsiasi dubbio. A livello industriale, il Gruppo si pone come target al 2027 una raccolta nel comparto danni pari a 10,6 miliardi di euro (con una crescita composta del 4,9%), una raccolta nel comparto vita pari a 7,4 miliardi (in aumento del 4,8%) e una raccolta premi auto a 4,9 miliardi.

Infine, tra gli obiettivi di Unipol nell’arco piano, ci sono anche investimenti tech per 500 milioni e 400 nuove assunzioni con competenze tech, digital e data scientist, con l’obiettivo di “governare al meglio l’evoluzione tecnologica e lo sviluppo di nuove competenze per accelerare la strategia di business” anche attraverso l’uso dell’IA.

"Unipol - spiega il gruppo - continuerà a investire in tecnologia e persone con l'obiettivo di governare al meglio l'evoluzione tecnologica e lo sviluppo di nuove competenze per accelerare la strategia di business, automatizzare i processi e aumentare la produttività, attraverso l'evoluzione delle soluzioni di Intelligenza Artificiale e lo sviluppo di coding automation, il potenziamento delle piattaforme tecnologiche, l'evoluzione delle competenze basata sul primato tecnico e su un mindset di Intelligenza Artificiale, il ricambio generazionale e il workforce planning a medio lungo termine".

Matteo Laterza, Amministratore Delegato di Unipol Assicurazioni ha affermato: “Nei prossimi tre anni ci concentreremo nel rafforzare la nostra leadership nel mercato assicurativo italiano, dove intendiamo diventare ancora più forti grazie ai numerosi asset distintivi di cui il Gruppo Unipol dispone e ai rilevanti investimenti che effettueremo in capitale umano e tecnologico. Questo ci permetterà di essere più veloci nel trovare soluzioni volte a soddisfare i bisogni della nostra clientela e nel cogliere le opportunità che ci offrirà il mercato, con l’obiettivo di migliorare ulteriormente le nostre eccellenti performance e di incrementare la remunerazione dei nostri Azionisti”.

Ovvio però che l’attesa principale, più che sui risultati finanziari che rimangono assai commendevoli, sia sul risiko bancario. In particolare, sulle prossime mosse di Bper (di cui Unipol è il principale azionista) alla conquista di Banco Popolare di Sondrio. Come riportato da Affaritaliani.it, infatti, l’istituto di credito lombardo ha bocciato l’Ops, definendola troppo rischiosa. Cimbri per spiegare che cosa sta succedendo con PopSondrio ha usato una delle sue metafore, non senza una velata minaccia: i matrimoni "possono avvenire in maniera consensuale ed è sempre la strada migliore oppure bisogna cercare di aiutare una parte a capire che il mondo cambia, evolve, da soli in un bosco di lupi non si riesce a rimanere: se lo si fa da soli, lo sposo lo si sceglie, altrimenti si viene scelti". 

E ancora: "Io considero la proposta che fa Bper, tra tante cose esotiche che vediamo oggi nel mercato italiano, forse quella più naturale: io l'ho definito un matrimonio naturale", dice. "Si tratta di due ex popolari che hanno avuto e hanno ancora tante società in comune. In un mondo che va verso il consolidamento delle banche, se c'è un'operazione che è naturale è il matrimonio tra Bper e Sondrio", chiosa Cimbri.

"In un momento in cui il mercato italiano inizia ad andare con un movimento tellurico in fibrillazione, allora cambia lo scenario. Penso che il ragionamento che ha fatto Bper sia stato questo e personalmente lo trovo tempestivo, anche il timer con cui si fa è valore", conclude. Popolare di Sondrio "è la migliore e anche la più raggiungibile per i Bper", sottolinea Cimbri. Che poi aggiunge ancora: "Pare che un Gruppo straniero abbia dato mandato a degli advisor di studiare una operazione sulla Popolare di Sondrio. Non possiamo reagire a qualcosa che non conosciamo. Se altri fanno un offerta sulla Banca Popolare di Sondrio che ci fa venire le lacrime agli occhi e commuovere, non abbiamo amici o nemici eterni, eterni sono solo i nostri interessi, ed è nostro dovere perseguirli. Se ci fanno commuovere siamo aperti a qualsiasi cosa. Magari preferirei il consolidamento del sistema italiano piuttosto che una scorribanda di stranieri, visto che quando ci sono le crisi finanziarie i soldi rimangono nelle sedi delle case madri e qui non arrivano", conclude.

Ma il gran capo di Unipol ne ha per tutti. Sul tema Danish Compromise, ad esempio, va giù piatto come da tradizione: "Non mi nascondo su questo: ho sempre definito questa situazione uno scandalo. C'è un'asimmetria tra banche e assicurazioni, è uno scandalo - chiosa - che non ci sia lo stesso trattamento. Auspico - prosegue - che la commissione Ue prenda una decisione che parifichi il livello del gioco, non ci possono essere figli e figliastri".

Senza dimenticare l'opa di Mps su Mediobanca. Unipol è uno storico azionista di Piazzetta Cuccia, ma ha sempre avuto un interesse più finanziario che strategico. Per questo il presidente esecutivo del gruppo assicurativo ha preso tempo: "Non siamo usciti da Mediobanca: siamo con una quota finanziaria, non siamo in nessun patto. Abbiamo una quota che è sempre oscillata tra il 2 e 3%. Valuteremo che cosa fare come tutti gli investitori finanziari quando l'Ops sarà sul mercato. Decideremo alla fine come fanno tutti quanti: valuteremo il piano e le prospettive dell'acquirente in ottica finanziaria".

Ma è ovvio che Cimbri, in un momento di grande fermento per tutto il sistema bancario (citofonare, per informazioni, tra Piazza Meda e Piazza Gae Aulenti) vuole proseguire quell’opera di consolidamento iniziata con l’acquisizione di Carige e proseguita con l’acquisto del 20% di Popolare di Sondrio. Allora la domanda resta una sola: Re Carlo, probabilmente il più lucido e il più profondo conoscitore del sistema come vorrà muoversi? Sicuri che non abbia in serbo un nuovo colpo di coda?

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