Esteri
Libia, Di Maio incontra Lavrov. Ma la Russia sostiene ancora Haftar

Doppio incontro con focus sulla Libia a Roma. Ma gli interessi di Italia e Russia potrebbero non essere gli stessi
Giornata calda sul fronte Libia per il governo, con un doppio appuntamento importante per capire il ruolo dell'Italia su una crisi che riguarda molto da vicino il nostro paese. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ha infatti incontrato a Palazzo Chigi l'inviato speciale Onu per la Libia, Ghassan Salamé, dopo che al vertice Nato di Londra c'erano state alcune difficoltà di dialogo tra il nostro paese e le altre potenze coinvolte nella gestione di una crisi ormai di lunghissima data.
Allo stesso tempo Luigi Di Maio incontra il ministro degli Esteri della Russia, Sergej Lavrov. "Senza l'Italia in Libia non si può fare nulla. Tanto è vero che gli altri Paesi non riescono a trovare il bandolo della matassa in questo particolare momento storico. E noi siamo quelli che abbiamo la reputazione più grande e possiamo dare molto'', ha detto il leader del M5s a "Circo Massimo", dopo che al Corriere della Sera aveva introdotto così il suo incontro con l'omologo russo: "Con la Russia condividiamo l'obiettivo della stabilità della Libia. Mosca è un interlocutore chiave. A Lavrov ribadirò la nostra ferma convinzione che non esiste una soluzione militare in Libia e che nessuno può trarre vantaggi da una situazione dalla quale deriva solo instabilità. Ecco perché devono cessare le interferenze esterne. Al contrario - sottolinea - tutte le energie vanno utilizzate per persuadere le parti che l'unica soluzione percorribile sia quella politica".
Il problema è, però, che in molti continuano a sostenere che la Russia sostenga il generale Haftar. Anzi, secondo qualcuno l'aiuto alle milizie dell'uomo forte della Cirenaica che da mesi ha preso d'assalto la Tripolitania e la capitale controllata dal governo di Serraj, riconosciuto dalle Nazioni Uniti e sostenuto anche dall'Italia. Anzi, secondo quanto racconta Repubblica, la Russia sarebbe presente sul campo attraverso mercenari che sosterrebbero Haftar e ci sarebbe anche un piano segreto per la fuga di Serraj.
Dietro Haftar, come raccontato più volte, ci sarebbe anche il sostegno di altre potenze della regione, in primis Egitto e Arabia Saudita, mentre Serraj ha più volte accusato la Francia di sostenere il generale anche a livello logistico. Insomma, un bel garbuglio nel quale l'Italia dovrà provare a capire qualcosa.