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Vernici green, riciclo e pannelli solari: il futuro sostenibile dei musei

Come rendere i luoghi d'arte più "verdi"? La risposta nel nuovo libro "Biomuseologia. Il museo e la cultura della sostenibilità” del museologo Maurizio Vanni

Sostenibilità e musei, il vademecum di Maurizio Vanni approda a Palazzo Reale a Milano giovedì 19 gennaio

Un futuro più green e sostenibile non è più pura utopia, bensì qualcosa di tangibile. Anche sul fronte museale. Gli edifici che producono cultura, tra i più impattanti a livello ambientale, hanno infatti davanti a loro una sfida non indifferente: rendersi sostenibili economicamente, soprattutto a livello energetico. Una mission tanto importante quanto essenziale, in un periodo storico come questo, che ha spinto Maurizio Vanni, museologo, storico dell’arte e curatore, a raccontare nel suo nuovo saggio “Biomuseologia. Il museo e la cultura della sostenibilità” come queste strutture debbano (concretamente) evolversi seguendo un'ottica più inclusiva non solo a livello economico, bensì sociale. Il vademecum sul futuro green dei luoghi che producono cultura, pubblicato per Celid, verrà presentato a Milano giovedì 17 gennaio, alle ore 17, a Palazzo Reale, alla presenza dell’autore.

“Biomuseologia. Il museo e la cultura della sostenibilità”, la trama del saggio di Vanni 

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“Biomuseologia. Il museo e la cultura della sostenibilità”, il  nuovo saggio di Maurizio Vanni 

Il tema del nuovo saggio di Vanni è incentrato sulla sfida ecologica che dovranno affrontare i manager culturali nel presente, per portare le istituzioni nel futuro. Il rilancio dei musei inizia appunto dalla sostenibilità, non soltanto in chiave ambientale ma anche sociale ed economica. Partendo dalla nuova definizione di museo, ufficializzata a Praga nell’agosto 2022 dall’ICOM, il manuale racconta, con un approccio interdisciplinare, come queste strutture debbano evolversi non solo per mantenersi al passo con i tempi, ma soprattutto per mettersi al servizio della società ed essere protagonisti di uno sviluppo sostenibile nel panorama culturale.

L’85% dei musei italiani si trova all’interno di un edificio di rilevanza storica e pertanto vincolato. La Biomuseologia, oltre ad affiancare la Biomuseografia nel progettare strutture museali ex novo, ha dunque come priorità la riduzione dell'impatto ambientale di strutture storiche, rispettando le linee guida del Ministero della Cultura. Una sfida non più impossibile, grazie alla tecnologia: vernici green, pannelli fotovoltaici trasparenti, strategia no waste grazie al riciclo avanzato, utilizzo di materie prime certificate vanno incontro alle esigenze ambientali.

Il museo non solo come presidio culturale, ma anche sociale 

Ma i musei sono anche presidi sociali, non solo in funzione di custodia di un bene pubblico e della fruizione per tutti i segmenti di una comunità, ma anche in quanto promotori di temi chiave per il tempo in cui viviamo, quali la diversità, l’inclusività, la sostenibilità. In questo senso la Biomuseologia si mette al servizio di progettualità etiche (equità sociale) e responsabili, strutturate su piani di crescita sostenibile.

Per mettere in pratica questi concetti i musei dovranno necessariamente cambiare pelle e questo comporterà l’esigenza di aprirsi a nuove forme di finanziamento, che non derivino soltanto da fondi pubblici, oltre alla necessità di formare nuove figure professionali, valorizzare i beni immateriali ed allestire eventi temporanei.

Serviranno anche nuove competenze, non solo in Storia dell'Arte, Archeologia, Conservazione e Restauro, ma anche in Economia, Marketing e Comunicazione, Gestione Museale, Antropologia, Sociologia, Pedagogia, Psichiatria ed Informatica. Anche i territori beneficeranno di questa evoluzione, in quanto le nuove funzioni trasformeranno anche i musei meno blasonati in vere e proprie destinazioni turistiche. Una svolta importante, ma anche l’unica strada per salvare i musei dal fallimento.

Chiude il volume la sezione “Sostenibilità ambientale e interdisciplinarietà. La forza del gruppo di lavoro” con i contributi Pietro Carlo Pellegrini, Cesare Spinelli, Elena Pampalone, Sabrina Zuccalà, Fabio Viola, Alessandra Vuoso, Won-Joo Suh, Vera Agosti, Matteo Graniti. Arricchiscono la pubblicazione la prefazione di Alfonso Cauteruccio, Presidente di Greenaccord Onlus e l’introduzione di Domenico Piraina, Direttore di Palazzo Reale, Milano. La postfazione è a cura di Nicolas Sasha Piccato, membro del Coordinamento dell'Industria Culturale e Creativa dell'Ambasciata Francese in Canada.

Chi è l'autore Maurizio Vanni

Museologo e storico dell’arte, specialista in valorizzazione e gestione museale, Maurizio Vanni lavora per la Soprintendenza Archeologia, Beni Culturali e Paesaggio perle province di Lucca e Massa Carrara, è docente di Museologia per il turismo (UNIPI), di Marketing non convenzionale alla Facoltà di Economia di Roma Tor Vergata  nel Master “Economia e Gestione della Comunicazione e dei Media” e di Governance e gestione culturale presso il Conservatorio Luigi Boccherini di Lucca nel Master “MaDAMM”. Ha curato più di 700 eventi, tra mostre e progetti legati alla museologia del presente, e ha tenuto corsi, seminari, convegni e lectio magistralis in sessanta musei e quaranta università di oltre trenta paesi del mondo.