Medicina

Vesuvio, 79 dC: cranio esploso e sangue vaporizzato, così morirono le vittime

Eruzione del Vesuvio: Ercolano venne colpita dagli effetti piroclastici in modo così violento da provocare l'eplosione delle teste delle vittime

ERUZIONE DEL VESUVIO DEL 79: LA TERRIBILE FINE DELLE VITTIME: SANGUE VAPORIZZATO E CRANIO ESPLOSO

La storica eruzione del Vesuvio del 79 d.C. che distrusse Pompei e Ercolano, fu così violenta che il calore provocò letteralmente l’esplosione della testa delle persone vicine. Questo è il risultato raggiungo da un gruppo di ricerca guidato dall’Università Federico II di Napoli e pubblicato su Plos One.

ERUZIONE DEL VESUVIO 79 dC:  SANGUE VAPORIZZATO E CERVELLI ESPLOSI L’IMPATTO TERMICO LETALE DELLA NUBE PIROCLASTICA

Nel 79 d.C., il vulcano Vesuvio buttò fuori la sua lava in modo così violento e a una velocità così rapida che gli abitanti di Pompei ed Ercolano non ebbero il tempo di scappare provocando una delle forme più raccapriccianti di morte immaginabili.

Ora, una nuova ricerca ha scoperto sui teschi dei corpi ritrovati uno strano minerale rosso e nero che proveniente dall'interno. Ulteriori analisi hanno rivelato che il residuo contiene ossidi di ferro e ferro, prove di una reazione chimica che si verifica quando il sangue bolle.

Avendo escluso la possibilità che il ferro provenisse da qualsiasi forma di metallo nelle vicinanze, i ricercatori hanno scoperto qualcosa di letteralmente emozionante.

COSA SUCCESSE ALLE VITTIME DELL'ERUZIONE DEL VESUVIO

Quando il vulcano ha fatto esplodere la lava verso il centro abitato tra i 200 ei 500 gradi Celsius, viaggiando a velocità comprese tra 100 e 300 chilometri all'ora, le 300 persone nel campo vicino sarebbero morte all'istante. Il sangue e il cervello delle vittime sarebbero bolliti in un attimo, portando a un accumulo di vapore nel cranio che, non avendo dove espandersi, si è diretto verso il tetto del cranio facendolo esplodere. 

ERUZIONE DEL VESUVIO: I CERVELLI DELLE VITTIME DI ERCOLANO VAPORIZZATI IN POCHI MINUTI

Il team scrive nel proprio articolo pubblicato su PLOS One: "Qui mostriamo per la prima volta convincenti prove sperimentali che suggeriscono la rapida vaporizzazione dei fluidi corporei e dei tessuti molli delle vittime di Ercolano al momento della morte per esposizione a calore estremo.”
“Un'attenta ispezione degli scheletri delle vittime ha rivelato la rottura e l'esplosione della calotta cranica e l'annerimento dell’osso esterno e interno, associati a essudazioni nere dalle aperture del cranio e dell'osso fratturato.”

"Tali effetti sembrano essere il risultato combinato dell'esposizione diretta al calore e un aumento della pressione del vapore intracranico indotta dall'ebollizione cerebrale, con l'esplosione del cranio come possibile risultato."