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Borriello, ex sindaco di Torre del Greco, assolto dopo otto anni dalle accuse di corruzione
L’ex sindaco di Torre del Greco prosciolto dalle accuse di corruzione legate all’appalto rifiuti: la fine di una lunga vicenda giudiziaria cominciata nel 2017 con l’arresto e le dimissioni

Ciro Borriello
Borriello, ex sindaco di Torre del Greco, assolto dopo otto anni dalle accuse di corruzione
Dopo otto anni di battaglie legali, si chiude con un’assoluzione piena la vicenda giudiziaria di Ciro Borriello. Il Tribunale di Torre Annunziata ha infatti prosciolto l’ex sindaco di Torre del Greco e i dirigenti della ditta Fratelli Balsamo dalle accuse di corruzione.
Il collegio presieduto dal giudice Mariaconcetta Criscuolo ha archiviato definitivamente la presunta tangente da 20mila euro mensili che, secondo l’accusa, sarebbe stata versata in cambio dell’appalto per la gestione dei rifiuti. Nella stessa sentenza sono stati assolti anche Francesco e Virgilio Poeti, accusati di aver emesso false fatture a favore dell’azienda Balsamo.
Un verdetto che chiude un lunghissimo iter processuale, iniziato nel 2017 con un arresto clamoroso. “In carcere persi 10 chili in 15 giorni”, ha raccontato Borriello al Foglio.
Borriello, l’arresto del 2017 e l’inchiesta sui rifiuti
I fatti: il 7 agosto 2017 Ciro Borriello venne arrestato dalla Guardia di Finanza insieme ai fratelli Massimo e Antonio Balsamo. Ai domiciliari finirono Ciro Balsamo e i fratelli Francesco e Virgilio Poeti. Secondo la Procura, il sindaco avrebbe favorito la ditta Balsamo, attiva nel settore dei rifiuti, ricevendo in cambio denaro contante proveniente da fondi neri. Le somme – secondo l’accusa – sarebbero state consegnate “nel corso di incontri mensili che avvenivano in luoghi appartati, privi di copertura di cellulari, mediante passaggi da un'auto all'altra”. Incontri che sarebbero stati documentati da “video riprese e intercettazioni ambientali”.
Il sindaco, sosteneva ancora la Procura, avrebbe “determinato la decadenza” della ditta originariamente vincitrice dell’appalto, per favorire l’ingresso della Balsamo, in un processo definito già allora “connotato da illegalità”.
Le dimissioni e i domiciliari
Pochi giorni dopo l’arresto, il Riesame di Napoli concesse gli arresti domiciliari a Borriello. Il sindaco ritornò nella sua villa in città, ma le accuse rimasero pesanti: corruzione di pubblico ufficiale, truffa ai danni di ente pubblico e falsità in atto pubblico. L’ipotesi era che Borriello avesse ricevuto 20mila euro al mese per prorogare la gestione della nettezza urbana alla ditta Balsamo.
“Borriello ha dichiarato di essere estraneo ai fatti a lui contestati”, si legge nei verbali dell’udienza. Il 17 agosto le sue dimissioni da sindaco divennero irrevocabili. La Prefettura di Napoli nominò un commissario prefettizio e dispose la sospensione di diritto ai sensi del decreto legislativo 235/2012.
Borriello, il calvario giudiziario e i rinvii
Nel corso degli anni, il processo ha subito numerosi rallentamenti. Molte energie furono spese ad esempio per determinare l'esatta natura di un suono intercettato dalle talpe ambientali sull'auto in via Panoramica. Secondo l'accusa sarebbe stato il "fruscio dei soldi" che i vertici della Fratelli Balsamo elargivano a Borriello durante un incontro. Una tesi alla quale i legali difensori si opposero con una perizia fonica. Ancora nell’ottobre 2023, si registrava “una nuova battuta d’arresto nella vicenda processuale” con l’ennesimo rinvio dell’udienza. Si trattava di un’udienza particolarmente attesa: l’ex primo cittadino avrebbe potuto finalmente rilasciare dichiarazioni spontanee sulle accuse che dal 2017 lo vedevano seduto al banco degli imputati. Ma la seduta saltò per il legittimo impedimento di uno dei giudici. Nonostante fosse già stata disposta una sostituzione, l’opposizione degli avvocati difensori aveva portato a un nuovo rinvio. Si è giunti così a otto anni dall'arresto. Ed alla piena assoluzione di Borriello.