Politica

Csm, dalle porte girevoli alle funzioni divise: verso una giustizia garantista

L’analisi di Paolo Becchi e Giuseppe Palma

Il senato dice sì a Cartabia. "Non è certo questa la riforma che risolverà i problemi dell'Italia, ma quantomeno è un punto di partenza": il commento

Riforma Cartabia, confermato il testo alla Camera che diventa ufficialmente legge 

Il referendum sulla giustizia del 12 giugno non ha raggiunto il quorum, anche se degli oltre 10 milioni di voti espressi, 7 milioni sono stati per il Sì all’abrogazione di tutti e cinque i quesiti. Il Senato ha dunque preso atto dell’esito referendario e non ha forzato la mano, approvando oggi in via definitiva la riforma del Csm e dell’ordinamento giudiziario che era già stata approvata alla Camera il mese scorso.

È la cosiddetta riforma Cartabia, un compromesso tra i partiti di maggioranza che non piace né al Ministro stesso – che avrebbe voluto una riforma più incisiva ma che si è dovuta adeguare al M5S, partito di maggioranza relativa in Parlamento – né a Lega, Forza Italia, Azione e Italia Viva, che avrebbero voluto un mutamento di rotta più radicale. Sta di fatto che tutti i partiti di maggioranza hanno votato a favore nell’ottica del compromesso politico raggiunto oltre un mese fa. Vediamo i principali punti della riforma.