Pillole d'Europa

PROGETTI E FONDI PER POESIA, DONNE E PER FESTIVAL AUDIOVISIVI

PER STARE MEGLIO COME CITTADINI EUROPEI E CONOSCERE DIRITTI E TUTTE LE OPPORTUNITA' UTILI

di Cinzia Boschiero

Domanda: ci  sono fondi e progetti europei  per valorizzare la poesia e le donne, oltre che la letteratura? Paolo Butterio
Risposta
: sì. Ci sono fondi e progetti europei per valorizzare la poesia e la letteratura in generale grazie al programma comunitario Europa Creativa. I bandi sono gestiti dalla Commissione europea. Segnalo che la Commissione europea ha aperto un bando, che scade il 10 febbraio 2025, per selezionare un consorzio capace di sviluppare e organizzare le edizioni 2025, 2026 e 2027 della Giornata degli Autori Europei. Il bando, lanciato nel quadro del programma Europa Creativa, finanzierà un solo progetto contemplante una giornata celebrativa oltre a un programma di supporto annuale. L’importo totale del bando ammonta ad un milione e mezzo di euro. Inoltre c’è un altro bando aperto nell’ambito del programma Europa Creativa, Sezione Cultura, per il sostegno alla circolazione delle opere letterarie europee, con scadenza fissata all’11 febbraio 2025. Il bando ha un budget totale di cinque milioni di euro e cofinanzierà circa una quarantina di progetti riguardanti la traduzione, pubblicazione, distribuzione e promozione di opere di narrativa. Poi si segnala un altro bando nell’ambito del programma Europa Creativa - Sezione Cultura che cofinanzia progetti di cooperazione europea. La scadenza per presentare domanda è il 31 maggio 2025. Il bando sostiene progetti transnazionali che coinvolgano organismi di qualsiasi dimensione, attivi nei settori culturali e creativi, con sedi legali in differenti Stati, per realizzare attività settoriali o intersettoriali. I progetti possono riguardare tutti i settori della cultura e creatività ad esclusione dell’audiovisivo che invece è sostenuto dal programma europeo Media. Molto spesso non vengono ricordate in modo adeguato le poetesse europee e per questo dice la vicepresidente della Fondazione Cima, Tiziana Chiusa “Andrebbero aggiornati i libri di letteratura e di italiano con un maggior ricordo delle donne poetesse italiane ed europee. Tra queste si distingue Annalisa Cima, deceduta  a Lugano il 6 settembre 2019, che è stata l’ultima musa del premio Nobel Eugenio Montale ed  è stata presidente della Fondazione Cima Schlesinger. Vogliamo nel corso delle attività 2025 ricordare la Sua passione per la musica, la pittura e la poesia ed il Suo percorso di interesse artistico e letterario testimoniato dalla pubblicazione nel 2022 di una raccolta di elegie. Annalisa Cima  nata a Milano il 20 gennaio 1941, 84 anni fa, è stata una grande poetessa e troppo spesso ci si dimentica del grande contributo che le donne poetesse hanno dato alla cultura italiana, europea ed internazionale. Grazie alla Fondazione Cima, che ha sede sia a Lugano che a Milano, il 20 gennaio 2025, la poetessa è stata ricordata con la proiezione di un video-tributo che fece nel 2013 Giorgio Albertazzi ad Annalisa, ‘Vive ut post vivas - Vivi in modo che dopo la tua morte tu possa vivere ancora’.  Annalisa Cima è stata una donna poliedrica, poetessa, scultrice, pittrice che, a cavallo degli anni del Novecento, ha contribuito all’avanzamento della Cultura; ha avuto una vita difficile in cui è stata in grado di rendersi autonoma e di seguire le proprie passioni. Un volto, una storia da non dimenticare”. Nella prestigiosa sede della Fondazione Annalisa Cima Schlesinger a Castagnola, Lugano, verranno realizzati periodicamente dei pomeriggi letterari in Sua memoria e, periodicamente, iniziative di cultura in tutta Italia e all’estero. La sua famiglia era di Lecco, proprietaria di tre cartiere,  presiedute dalla contessa Adele Corte Nova, mamma del nonno Francesco, delegata dal marito a dirigere le cartiere. Annalisa Cima visse con i nonni (nonno antifascista) terribili anni della guerra, nella villa di San Giovanni Bianco, paese in cui il nonno aveva dato vita ad un'altra Cartiera e in Svizzera dove nel 1944 morì la nonna materna Alice Schlesinger a cui lei era molto legata. In quegli anni, nella casa di San Giovanni Bianco, trovarono rifugio molti antifascisti tra i quali il professor Federico Facheris che le insegnò i primi rudimenti di latino. Annalisa Cima iniziò a quattro anni le elementari, come privatista, poi tornò a Milano in via Cosimo del Fante nella casa dei nonni e proseguì gli studi in Svizzera, ma a soli 16 anni, si ammalò gravemente di polmonite, e dovette sospendere per qualche tempo gli studi, che poi riprese conseguendo una laurea in ingegneria cartaria e una seconda laurea in filosofia. La tubercolosi, anche se superata con intense cure, determinò l'abbandono definitivo di molte attività e la costrinse a rinunciare allo studio del pianoforte a cui si era dedicata fin da piccola;  allora riversò la sua passione per l'arte sulla poesia e sulla pittura. Già da bambina aveva coltivato le proprie letture, aiutata dall'insegnante istitutrice (Angelica), i classici da Dante a Pascoli e i filosofi prediletti del padre Titta. Nel 1963 morì il nonno Francesco e Annalisa si riammalò gravemente. Dopo lo sfortunato destino degli Schlesinger che, a Vienna, avevano perso tutti i loro beni, anche i Cima, a seguito alla morte del nonno, subirono un grave tracollo finanziario. Annalisa Cima lottò per difendere la nonna e se stessa; la fortuna le arrise, facendole raggiungere una certa indipendenza finanziaria che le permise, già in quegli anni, di alternare soggiorni a New York, Parigi, Roma, Strasburgo, Rio de Janeiro, San Francisco. Nel 1965 espose al Cavallino di Venezia le sue opere come scultrice e pittrice. Fecero seguito molte mostre in Svizzera, Brasile, U.S.A. e in Giappone dove conobbe Akira Kurosawa che rivedrà spesso a Cannes e che nel 1965 presenterà una sua mostra di disegni a Tokyo. Sempre nel 1965, a Ginevra, rivide lo storico Mare Slonim e l'architetto e critico Alberto Sartoris con la moglie pittrice Carla Prina. Annalisa Cima rimase pertanto negli anni un fulcro per la Cultura e seppe convogliare attorno a sé artisti e pensatori, certa che la Cultura fosse un Valore da propugnare ai posteri. Tra i progetti europei per valorizzare le donne nella cultura si menziona il progetto europeo finanziato con  23.737,60 euro,  fondi del programma Horizon “WomenWriters - The Self-Fashioning of Women Writers in Early Modern Italy 1490-1610)” che si pone tre obiettivi: raccogliere le biografie intellettuali di diciotto scrittrici incluse in diciassette antologie di poesia pubblicate a Venezia (1545-1590), rilevando le strategie di auto-modellazione nelle loro opere pubblicate; raccogliere e classificare ritratti femminili del XVI secolo, in diversi media, sulla base della loro associazione con i nomi delle scrittrici, secondo prove interne (iscrizioni, attributi) o esterne (tradizioni successive); effettuare una valutazione finale delle strategie formali e visive di auto-modellazione adottate dalle scrittrici attive nel lungo XVI secolo e fornire la prima quantificazione e classificazione dei loro ritratti. L'obiettivo generale di WomenWriters è migliorare l’attuale comprensione del ruolo delle donne nella vita culturale e artistica del primo periodo moderno.

Domanda: siamo una realtà italiana che organizza festival, ci sono dei fondi europei per noi? Nico Garaspino
Risposta:
sì. Sino al giorno 11 marzo si possono presentare domande per la realizzazione di   festival europei grazie ad un bando del programma comunitario Europa Creativa ( rif. CREA-MEDIA-2025-FEST). Possono presentare domanda enti organizzatori di festival audiovisivi. IL bando ha un budget totale di dieci milioni di euro. Mentre nell’ambito del programma Europa Creativa, Sezione Media, è aperto fino al 27 marzo 2025 un nuovo bando intitolato ‘Audience development and Film Education’. Il budget totale ammonta a sei milioni di euro e cofinanzia progetti di cooperazione paneuropea innovativi, in particolare utilizzando nuovi strumenti digitali.