Affari Europei

Energia, Germania e Russia nuovi alleati. Sì ai lavori del gasdotto Nord Stream 2

La trascrizione di un incontro tenutosi il mese scorso tra il ministro delle finanze tedesco, Sigmar Gabriel, e il presidente russo, Vladimir Putin, rivela come Germania e Russia siano sulla stessa linea per quanto riguarda la costruzione del gasdotto Nord Stream2, la conduttura che partendo dalla Federazione attraversa tutto il Mar Baltico fino ad arrivare in Germania.

Gabriel ha voluto sottolineare come agli occhi della Germania la costruzione del gasdotto sia del tutto legale. Posizione tenuta da Berlino nonostante le dure critiche da parte di Bruxelles al progetto, che mira a legare energeticamente ancora di più l'Europa alla Russia.

A settembre il gigante dell'energia Gazprom (già sotto indagine dall'Antitrust europea), insieme ad alcune società Ue (Eon, Basf e Shell) hanno firmato un accordo per la costruzione del gasdotto. L'infrastruttura dovrebbe essere completata entro il 2019 raddoppiando in questo modo il flusso di gas che dalle steppe siberiane arriva in Europa.

L'Unione europea è tuttavia scettica riguardo al progetto e lo ha messo sotto la lente d'ingrandimento. La Commissione europea ha sottolineato la necessità di diversificare le fonti di energia per non dipendere da un solo fornitore. E ha poi annunciato che valuterà se il progetto è in grado di soddisfare la normativa europea.

L'accordo preoccupa anche il governo di Kiev. Nonostante Berlino abbia rassicurato l'Ucraina di voler difenderne l'indipendenza, il governo del Paese dell'ex blocco sovietico teme che una volta in funzione, Nord Stream bypasserà i gasdotti che attraversano il suo territorio. In questo modo Kiev rimarrebbe alla mercé di Mosca che potrebbe sospendere in qualunque momento i rifornimenti senza compromettere i rapporti commerciali con l'Ue.