Affari Europei
Gb, la lobby imprenditoriale contro il referendum: "Restiamo nell'Ue"

Industriali e top manager della Gran Bretagna hanno un'idea precisa sul futuro: Londra deve restare nell'Ue. Il presidente di BT e n. 2 di Barclays Mike Rake trascina l'opinione della lobby imprenditoriale in vista del referendum di Cameron. Il primo ministro appena rieletto ha promesso di rinegoziare i termini del rapporto tra Gran Bretagna e Unione Europea e istituire poi un referendum sull'adesione a Bruxelles entro il 2017.
Ma la lobby imprenditoriale britannica ha già le idee chiare. E le esprime per tutti Mike Rake, presidente di BT e vice presidente di Barclays, uno dei top manager più influenti del Regno Unito. Rake ha invitato classe dirigente e classe politica a sottlolineare i benefici della permanenza di Londra nell'Unione Europea. L'obiettivo degli industriali e dei manager è quello di evitare l'isolamento in cui la Gran Bretagna rischia di cacciarsi.
"L'Unione europea è fondamentale per la nostra prosperità nazionale" sostiene Rake, tra l'altro presidente della Confederation of British Industry (CBI). "La questione non è se il Regno Unito riuscirebbe a sopravvivere al di fuori dell'Ue, ma se riuscirebbe a prosperare". La minaccia di una uscita britannica, o 'Brexit', ha già spinto alcune aziende a prepararsi alle possibili conseguenze per la quinta più grande economia del mondo.
Londra, la seconda capitale finanziaria al mondo dopo New York, rischia di perdere i pezzi (vedi i casi Hsbc e Deutsche Bank). Rake chiede ai leader della Gran Bretagna di costruire piuttosto alleanze europee per rendere l'Unione più competitiva economicamente. E lo si può fare, secondo Rake, senza ricorrere a modifiche del trattato. Insomma, prima di recidere i legami con l'Europa Cameron e il Regno Unito dovrebbero guardare un po' a industriali e manager di casa propria e alle loro preoccupazioni.