Affari Europei

Migranti, Panzeri ad Affari: “Sanzioni a chi rifiuta i ricollocamenti”

Di Tommaso Cinquemani
@Tommaso5mani

Onorevole Panzeri, come valuta il vertice di lunedì tra Europa e Turchia?
“Mi pare che sia ancora tutto da definire. Quell'abbozzo di intesa ora dovrá essere pesantemente modificato per arrivare ad un testo da discutere al vertice del 17 marzo”.

Ankara ha chiesto altri tre miliardi di euro, una apertura sui visti e un rilancio del processo di adesione all'Ue. Siamo difronte ad un ricatto?
“E' evidente che é l'Europa che ha bisogno di trovare un accordo al più presto e questo mette la Turchia nelle condizioni di negoziare da una posizione di vantaggio. Ankara sta alzando la posta per avere il massimo dall'Ue”.

Dopo gli arresti di giornalisti e il trattamento riservato alla minoranza curda sembra inverosimile una adesione all'Ue, no?
“Certamente in Turchia ci sono grossi problemi dal punto di vista del rispetto dei diritti umani e della libertà di stampa. Senza contare che la questione cipriota é ancora sul tavolo. Io credo che dal primo ministro abbiamo assistito ad una boutade, nulla di più”.

Resta il fatto che é Ankara a gestire il flusso di migranti verso l'Europa...
“Erdogan può aprire a piacere il 'rubinetto' dei migranti e questo per l'Europa é un grosso problema. In qualche modo Ankara ha il monopolio nella gestione dei flussi e questo mette l'Europa in una posizione molto scomoda”.

Chi ci va di mezzo é la Grecia?
“Atene rischia di essere stritolata tra il flusso che viene dalla Turchia e l'incapacità di dare sfogo a nord. La Grecia tuttavia qualche responsabilità dovrebbe assumersela”.

Quali?
“I flussi migratori non sono regolati. I campi di accoglienza non sono degni di questo nome”.

L'Alto commissario Onu per i rifugiati, Filippo Grandi, in una intervista ad Affaritaliani.it ha puntato il dito contro gli Stati Ue, incapaci di tenere fede agli impegni sottoscritti in Consiglio, in particolare riguardo alla redistribuzione. Come si possono gestire questi flussi se poi i Paesi non si assumono le proprie responsabilità?
“L'unica strada percorribile é quella delle sanzioni. Se l'Ue definisce una strategia e questa non viene rispettata allora é giusto che si venga sanzionati. Dobbiamo agire sul piano dei contributi che l'Unione europea versa in particolare ai Paesi dell'est”.

La Polonia ha detto che sarebbe contro i Trattati. E' una strada percorribile?
“Assolutamente sì. Cosi come vengono date sanzioni a quei Paesi che non si attengono alle regole di bilancio é chiaro che si possono applicare anche ai Paesi che disattendono le decisioni prese in sede di Consiglio”.