Affari Europei

Eurodeputati, uffici fantasma pagati con fondi Ue. Quello di Weber? A casa sua

Caos sul Parlamento Ue: uffici fantasma pagati con i fondi europei

Ufficio antifrode Ue: "Sale il numero dei casi all'interno delle istituzioni europee"

Sale il numero dei casi arrivati all'Ufficio anti-frode europeo (Olaf) nel 2016 che hanno riguardato impiegati e membri delle istituzioni europee. "L'anno passato il dipartimento incaricato dei dossier interni è stato inondato", ha detto il direttore dell'Olaf Giovanni Kessler, illustrando la relazione delle attività dell'Olaf nel 2016. Su un totale di 272 inchieste chiuse dall'Olaf nel 2016, 34 hanno riguardato impiegati dell'Ue o membri delle istituzioni, e 25 di queste sono state oggetto di raccomandazioni, 8 alla Commissione europea, 6 al Servizio europeo per l'azione esterna, 4 le agenzie, e 2 il Parlamento. Uno dei casi che ha riscosso maggiore attenzione da parte dei media è stato quello del Fronte nazionale (Fn). Secondo l'Olaf l'eurodeputata Marine Le Pen, avrebbe indebitamente preso somme dal Parlamento europeo per pagare un assistente fittizio. Il Front National dal canto suo ha denunciato 19 eurodeputati francesi, tra questi il ministro degli Affari europei Marielle de Sarnez, accusandoli di impiego di assistenti inesistenti.

"Uffici fantasma pagati con i fondi Ue"

Ma il tema più delicato è quello che riguarda i cosiddetti "uffici fantasma". Ogni deputato europeo, infatti, riceve ogni mese 4342 euro per le spese dei propri uffici nel Paese di origine. Peccato che un’inchiesta condotta nell’ambito del ‘The MEPs Project’ da giornalisti di diversi paesi europei riveli che 249 su 751 parlamentari non hanno nessun ufficio. I 4342 euro mensili, esentasse, dovrebbero servire per coprire spese per l’affitto di un ufficio, la sua gestione, le spese di telefono e postali, i costi per l’acquisto, il funzionamento e la manutenzione di computer e l’organizzazione di conferenze.

Nessun controllo del Parlamento Europeo

Ma non è previsto l'obbligo di rendicontazione e così solo pochi eurodeputati forniscono le fatturazioni complete delle proprie spese inerenti gli uffici o chiedono meno soldi attenendosi appunto alle spese. La maggior parte incassa tutto e porta a casa. Peccato che molto spesso questi uffici non esistano e siano appunto degli "uffici fantasma". Secondo l’inchiesta il Parlamento europeo non monitora né l’esistenza di uffici nazionali degli eurodeputati, né il rispetto delle condizioni per utilizzare i fondi. E dunque molti se ne approfittano.

Weber paga un ufficio che si trova in casa sua

Tantissimi eurodeputati non hanno fornito alcuna indicazione sui propri uffici, altri invece proprio non ne hanno. Tra questi anche il capogruppo tedesco dei popolari  Manfred Weber che pagherebbe per una ‘sede’ situata nella sua residenza in Baviera, in Germania, Germania. Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ha promesso che verranno presi provvedimenti ed effettuati controlli più stringenti.