Covid, paradosso del pass per ristoranti mentre il trasporto pubblico esplode - Affaritaliani.it

Rocca sbrocca

Covid, paradosso del pass per ristoranti mentre il trasporto pubblico esplode

L'opinione di Tiziana Rocca

Si pensa al pass vaccinale mentre il trasporto pubblico registra rischiosi affollamenti proprio dopo che le autorità hanno trovato il virus in autobus e treni

Ed è qui che si articola il paradosso. L'esagerazione nei confronti di coloro che hanno dovuto chiudere dopo aver preso tutte le misure di sicurezza sanitaria richieste per vedersi, poi, ricompensati con dei ristori (in ritardo) e, diciamola tutta, che a confronto di quelli elargiti da altri Paesi occidentali risultano al limite dell'elemosina rispetto alle adeguate esigenze. Mentre di là, ovvero sugli autobus, i treni, la metropolitana, cioè dove tutti i giorni la gente si accalca al chiuso chissà perché nessuno ne parla e nessuno prende provvedimenti risolutivi quando, invece, tutti sanno del problema.

Innanzitutto, l'obbligo del pass vaccinale sarebbe un provvedimento al limite della costituzionalità in quanto, di fatto, crea discriminazione alla libertà  di movimento e in una società democratica non può essere accettato, inoltre c'è anche un problema relativo alla privacy.

La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ha raccomandato di evitare di rendere obbligatori i passaporti vaccinali e di non richiedere la prova della vaccinazione come condizione per l'ingresso nei posti chiusi perché ci sono dati limitanti riguardo la trasmissione dell'infezione dai vaccinati. L'OMS consiglia, poi, di applicare le restrizione entro il limite del buon senso, proprio perché coloro che ricevono il vaccino potrebbero ancora contagiare, e qui cade la funzionalità di tale proposta.

In più, se ci mettiamo che i giovani, che rappresentano il numero maggiore di fruitori di locali, chissà quando riceveranno il vaccino, saranno probabilmente gli ultimi ad essere immunizzati e questo significa che i ristoratori avranno un'affluenza decisamente meno incisiva nei propri locali con una discriminazione determinante, e qui cade, anche l'opportunità della proposta.

Inoltre, è importante ricordare e sottolineare che i cittadini hanno dato prova che quando sono potuti andare al ristorante hanno rispettato tutte le regole. Le regole per i ristoranti già ci sono e funzionano. Come se andassimo nei negozi a fare spese e si chiedesse il pass vaccinale, non capisco la differenza con i ristoranti mi sembra una cosa ingiusta e non corretta. Perché allora se vado in un negozio di vestiti e mi devo provare un abito non so se veramente sono stati disinfettati dopo che sono stati misurati da qualcun altro. Ma la regole che i vestiti dovrebbero stare un tot di ore in stand by prima di essere riprovati ci sono già. Le persone non sono stupide, si presuppone che si attengano alle disposizioni già in essere.

Per i ristoranti e i bar che sono stati i più penalizzati dalla pandemia penso che dobbiamo attenerci alle regole che abbiamo già seguito e che hanno funzionato benissimo anzi funzionano meglio con i clienti seduti ai tavoli, distanziati ognuno nella propria postazione, che senza tavolini perché produce assembramenti in quanto la gente non sa dove mettersi una volta presa la propria consumazione.

Spero che si cambi idea e che questa proposta venga ritirata. Mi sembra tutto un'esagerazione a spaventare. Io non sono spaventata per me è molto ingigantito dalla comunicazione a  martellamento e contraddittoria.  Se parlassero ogni minuto di una qualsiasi malattia e dei danni che ne conseguono uno avrebbe paura pure di uscire di casa. E' la stessa cosa.