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Ross arriva anche a Milano: l'avvocato robot assunto in 6 studi

Ross, l'avvocato-robot di Ibm arriva anche in Italia: assunto in sei studi milanesi. Ecco come fiunziona (e quante persone sostituisce)

Costa al mese quanto un bravo collega in carne e ossa prende in un'ora, non si ammala, non fa ferie né pause e non ha famiglia. Lui è Ross, il primo avvocato robot che rischia di rubare il posto a decine di giovani legali. Non stiamo infatti parlando di un prototipo presentato a chissà quale fiera futuristica giapponese, ma della prima intelligenza artificiale sviluppata per comprendere e affrontare le cause legali, che nel maggio scorso ha debuttato in un grande studio americano e che, badate bene, è stata ora 'assunta' in ben sei studi milanesi.

La notizia è di quelle da far tremare i polsi ai gioani laureati in cerca di impiego e non solo, perché Ross è in grado di fare da solo, e in pochi istanti, il lavoro di giorni di cinque o sei colleghi umani, cui per ore tocca leggere e scartabellare centinaia di carte, atti, sentenze, leggi e delibere.

Ebbene, Ross fa tutto in pochi istanti. Il suo software permette di inserire la domanda nella forma usuale per gli avvocati e di vedersi immediatamente restituire la soluzione grazie all'eleborazione di milioni di dispositivi di legge, casi giudiziari, delibere e giurisprudenza varia.

Non solo: Ross ovviamente recepisce istantaneamente ogni tipo di contenuto: le nuove leggi, i nuovi provvedimenti e quant'altro sia prodotto in ambito giuridico. E ovviamente lo correla immediatamente con quanto già "imparato".

Ad inventarlo per Ibm sono stati due ragazzi californiani e ha immediatamente trovato lavoro in America presso la Baker & Hostetler, una delle principali aziende legali a stelle e strisce, che ne ha acquisito la licenza per gestire i processi di bancarotta. Di lì, negli Usa, si è diffuso a macchia d'olio. Ora ha debuttato anche in Italia.

"Gli poni le tue domande in inglese semplice, come faresti con un collega, e poi Ross passa in rassegna l’intero corpus legale e ti dà una risposta contenente una citazione e letture a tema a partire dalle leggi, dai precedenti legali e dalle fonti secondarie per metterti velocemente in moto", spiega sul sito a lui dedicato la Ibm. "Inoltre monitora la sfera legale senza interruzioni per notificarti di eventuali nuovi verdetti che possono interessare il tuo caso".

Insomma, un avvocato digitale a tutti gli effetti, senza i fastidiosi inconvenienti degli esseri umani, che rischia di fare strage di tutti quei giovani legali che, dietro le quinte tra codici e faldoni, fanno da sempre il lavoro 'pesante'. E' arrivata la rivoluzione 4.0.