Cronache

Chiesa italiana unita Verso il Sinodo. Subito “Terzo settore” e preti puliti

Antonio Sassone

Quattro giorni di intenso dibattito, oltre che di preghiera e forse di scontri

Quattro giorni di intenso dibattito, oltre che di preghiera e forse di scontri, 92 giorni di discussioni, dibattiti, suggerimenti, programmi; due discorsi fondamentali  da tenere in valigia come“vademecum” – del Papa  e del suo inviato Gualtiero Bassetti ai 2200 Vescovi in missione  da Nord a Sud, da Est e da Ovest- un lungo e dettagliato comunicato conclusivo da custodire e rileggere accanto al Breviario: questo il bilancio della Sessione della Conferenza episcopale Italiana (Cei), tenutasi a Roma nella mistica sfera dell’Aula Paolo VI, “casa” di Bergoglio che ha fatto elevare il Vangelo a Guida e simbolo d’azione e che ancora una volta ha voluto aprire l’assise dei 2200 vescovi per richiamarli alla realtà spirituale ma anche materiale, anche se si  nasconde dietro temi che potrebbero apparire contingenti, come la crisi cui è costretta l’Europa tra “sovranismo” , migrazioni, disoccupazione, l’attività recessiva del “No-profit”o  del “Terzo settore” , nel recente passato assai vitale nel nostro Paese e ora trascurato, e infine l’abbandono delle zone terremotate nel cuore  della nostra Penisola a più di due anni dal sisma.

L’appello all’Europa – o meglio ai cittadini italiani chiamati a esprimersi per il Continente creato con tante aspettative ma attualmente a un passo difficile – era più che scontato. Si vedrà che sviluppi avrà nel più immediato e mano a mano che si procede nel tempo e spetterà ai politici e ai popoli prendere le decisioni più opportune. Per ora l’Europa appare ai più  quel “Corpo” non più unitario e solidale quale vollero i Padri ma premuto da Est e da Ovest,  Stati Uniti da una parte e Cina dall’altra. Per ora quel che più interessa al cittadino italiano – cattolico o no, che voti oppure  trascuri l’Urna – è comunque la sorte dell’Europa, la salvezza dell’Italia dalla disoccupazione e dalla strettoia del debito per garantire i giovani, dalla violenza e dalla migrazione forzata, anziché di libera scelta. E in questo senso ciò che più s’impone è la difesa proprio dei giovani, anzi dei fanciulli, dei ragazzi che frequentano lo Scoutismo, le parrocchie, i circoli cattolici. Questa volta, dopo  Papa Francesco ha appena emesso un “Motu proprio”, purtroppo ancora parziale, per sostenere che i “minori” defraudati dell’innocenza e sottoposto alla vergogna vengano difesa trascinando i loro  persecutori davanti al magistrato civile.

E in fatto di magistratura occorre subito sottolineare che è proprio la Chiesa ad aver trascurato il processo del matrimonio. A denunciarlo è stato il Pontefice in persona, richiamando il suo intervento a Firenze di anni prima. Uno stimolo per riprendere in mano la situazione e sanare quelle situazioni che speso rendono insostenibile la via di due persone che forse a torto avevano creduto di essersi legate per sempre. Ma, anche se non apertamente confessato il pensiero del Papa va alla “Sinodalità”. Finora ha sentito solo uno “spiffero”. Ma ci pensa. E’ la Chiesa che vive tutta intera. “Dall’alto in basso” – e dal “basso all’allto”, come ebbe a dire a Firenze qualche anno fa. Riprendere questo cammino insieme comune è l’aspirazione del Pontefice. E intanto la Chiesa italiana si offre come esempio a ogni altra Chiesa continentale, i cui inviati hanno assistito alla sessione appena conclusa. Le occasioni per fare il punto non mancano, In ottobre ci sarà il Consiglio permanente della Cei. Un’occasione per fare già un primo punto. E poi si profila il grande convegno di Bari dove si ritroveranno le chiese di qua  e di là dello Jonio.