Cronache
Coronavirus, Viminale ai Prefetti: 'Controllare aziende che chiedono apertura'
Il ministero dell'Interno ha chiesto più rapidità nei controlli alle aziende che rientrano nelle attività consentite ma non possono ancora riaprire
Il Ministro dell’interno ha emanato una circolare che porta la data del 14 aprile 2020, firmata dal Capo di Gabinetto, che nel riepilogare i contenuti dell’ultimo DPCM del 10 aprile 2020, fornisce nuovi indirizzi alle prefetture, chiamate a esprimersi, come previsto dal DPCM del 22 marzo, in ordine alle comunicazioni trasmesse dalle imprese interessate a riprendere le attività non espressamente autorizzate, ma rientranti nelle filiere attinenti alle attività consentite.
Dall’ultima rilevazione, che risale all’8 aprile scorso risultano, infatti, già pervenute ben 105.727 comunicazioni, di cui 38.534 sono in corso l’istruttoria e 2.296 hanno determinato l’adozione di provvedimenti di sospensione.
Il Ministro rivolge ai Prefetti l’invito a “imprimere un’accelerazione d’istruttoria, al fine di verificare se le comunicazioni possano considerarsi legittimamente presentate”, avendo riguardo alle disposizioni, più ampliative, contenute nel DPCM e invita a “valorizzare ogni possibile contributo di conoscenza delle Amministrazioni regionali”, prevedendo che il Prefetto, prima di emanare il provvedimento di sospensione, possa sentire il Presidente della Regione interessata.
Nel provvedimento, a conferma della massima apertura verso le interazioni con le altre istituzioni si ribadisce, l’esigenza che i Prefetti dei Capoluoghi di Regione svolgano le “opportune interlocuzioni” improntate al principio di leale collaborazione tra Stato e Regione, per assicurare il raccordo tra le istituzioni dello Stato presenti sul territorio per la rispondenza dell’azione amministrativa all’interesse generale e al miglioramento della qualità dei servizi resi al cittadino.
La stessa attenzione è rivolta alle “interlocuzioni” con gli altri enti territoriali competenti, le Camere di Commercio, le rappresentanze di categoria, i Comandi provinciali della Guardia di Finanza, nonché gli altri soggetti istituzionali interessati, ricorrendo, ove ritenuto opportuno, alla stipula di appositi protocolli operativi.
La circolare prevede, inoltre la possibilità di demandare al personale del Corpo della Guardia di Finanza lo svolgimento di specifici controlli e riscontri - a mezzo di disamine documentali, tramite le banche dati in uso e, ove necessario, rilevamenti presso le sedi aziendali - circa la veridicità del contenuto delle comunicazioni prodotte dalle aziende, avuto riguardo all’inclusione nelle categorie autorizzate ovvero all’esistenza della relazione economico-commerciale tra le attività d’impresa appartenenti alle varie filiere consentite.
Viene inoltre affermato che, in continuità con i precedenti interventi normativi, il d.P.C.M. del 10 aprile rinnova l’attribuzione ai Prefetti il compito di assicurare l’esecuzione delle misure, nonché di monitorarne l’attuazione da parte delle Amministrazioni competenti, avvalendosi delle Forze di polizia, con il possibile concorso del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco nonché, ove occorra, delle Forze armate, oltre che con l’impiego della Polizia locale.