Cronache
Fascisti con De Luca? Vincenzo per vincere guarda anche a destra
Fu Craxi- come ricorderà Stefano Caldoro, figlio di un deputato del PSI, Tonino- a "sdoganare", per primo, il MSI, "rottamando" il vecchio arco costituzionale e invitando Almirante e Romualdi alle consultazioni, che Bettino svolse, da premier, incaricato da Sandro Pertini, di formare, nel 1983, il primo esecutivo a guida socialista.
Anche in virtù di questo precedente, cui seguì l'imbarco di Fini nella Casa della libertà guidata dal Cav.21 anni fa, il Governatore dovrebbe liquidare come speciosi, quasi ridicoli, gli attacchi sui presunti "impresentabili" fascisti, presenti nelle liste di don Vincenzo De Luca. Come direbbe Francesco De Gregori, non è da questi particolari che si giudica un candidato. Lo si valuta sulla base del suo passato di amministratore e dei suoi impegni, concreti, per diminuire il divario tra le 2 Italie, quella del Nord e quella del Sud, evidenziato anche dai dati più recenti sui redditi, le tasse, le pensioni e la disoccupazione.
A Napoli, negli ultimi 4 anni, il reddito delle famiglie è diminuito di 138 euro. A Milano, il reddito medio pro-capite delle famiglie è di oltre 26 mila euro, mentre nel capoluogo campano non si raggiungono i 13 mila euro. >>> L'auspicio è che, nelle ultime 2 settimane di campagna, dallo scambio di epiteti offensivi e dalla retorica sulla camorra e sul fascismo, che non interessano i cittadini, si passi al dialogo sulle proposte per affrontare i tanti nodi irrisolti. E si presentino agli elettori progetti e idee per cambiare le condizioni della Campania, in primis un piano per utilizzare, e non dissipare, come in passato, i cospicui fondi dell'Unione europea.
Peraltro, a fianco di De Luca, non è sceso in campo un picchiatore nero. Ma il figlio di un ex deputato del MSI, Manna, che denunciò la pessima gestione del dopo-terremoto, in Irpinia, nella commissione parlamentare di inchiesta sul sisma del 1980. Quanto a un altro destrorso, che ha scelto l'ex Sindaco di Salerno, bocciando la nipote di Mussolini, Alessandra, in campo con Caldoro, Vincenzo De Leo si è battuto contro il termovalorizzatore di Giugliano e contro la discarica di Pianura, insieme ad esponenti locali della sinistra. De Luca, in realtà, si sta dimostrando un politico esperto ma anche un innovatore, "contaminando" esponenti di estrazione diversa. Egli ha compreso, come Renzi, l'anacronismo degli steccati tra destra e sinistra. Ed è convinto che, dalla crisi, il Paese, e la Campania, usciranno, solo dopo una radicale ridefinizione di quanto è di destra e quanto è di sinistra.
Come il segretario del PD, il candidato alla successione del forzista Caldoro si è reso conto che, in certi casi, si può essere "conservatori" stando a sinistra e che battaglie "di destra" possono essere fatte dalla sinistra. Ovviamente, viene attaccato, aspramente, anche da quanti non gradirono i riconoscimenti che, sul piano storico, Luciano Violante e Giampaolo Pansa fecero non a Mussolini e ai gerarchi, ma ai tanti italiani perbene che, in buona fede, combatterono, e morirono, difendendo i loro ideali. De Luca, che non ha "proprio nulla di mussoliniano" ( l'elogio lo ha firmato la nipote della Buonanima), qualora sfratterà l'ultimo berlusconiano al governo di una Regione, certamente, non nominerà assessore don Carlo Aveta, il pittoresco frequentatore, in camicia nera, della tomba del Duce. Nè imbarcherà la moglie di un inquisito ( ma non condannato, come il detenuto Cosentino) per "concorso esterno in associazione mafiosa".
Un'impresa, certo, ardua, quella dello "sceriffo di Salerno"che, a differenza di Gigino de Magistris, improvvisato e fallimentare nuovo Masaniello di Napoli, ha i requisiti, politici e culturali, per tentare di rinnovare la Campania, con una classe dirigente seria e affidabile. Lo voteranno anche ex elettori del centrodestra e del MSI, che a Napoli, in passato, è stato rappresentato da amministratori corretti, come Antonio Rastrelli, il "Presidente galantuomo" della Regione dal 1995 al 1999 ? Non sarebbe scandaloso.
Nel 1999, la maggioranza, formata da Rastrelli 4 anni prima, fu decimata da svariati episodi di trasformismo-tra i cancri, più gravi e reali, da estirpare nel Sud-che portarono ad un "ribaltone" politico in Consiglio regionale. Pertanto il Presidente fu costretto alle dimissioni. E la sua poltrona fu occupata da Andrea Losco, esponente vicino a Clemente Mastella, la cui consorte, donna Sandra Lonardo, già alleata di Bassolino, è oggi candidata con Stefano Caldoro....
Pietro Mancini