Cronache
Feltrinelli: “Il Pd ci paga”. Ma è una fake news e la sinistra va in tilt

Pagina Facebook falsa per la Feltrinelli di Bologna annuncia che il Pd li finanzierebbe. Ironia in rete, il giorno dopo la presentazione del libro di Minniti
Non c'è pace per la sinistra. Non può rifugiarsi neanche da Feltrinelli a Bologna.
Verso mezzogiorno un comunicato stampa appare sulla pagina facebook La Feltrinelli di Bologna, 6250 follower e 6194 mi piace. Ieri, sotto le Due Torri, il punto vendita della nota libreria ha ospitato la presentazione del nuovo libro dell'ex ministro dell'Interno Marco Minniti, del Pd, mentre all'esterno si scatenavano spintoni e tafferugli tra le forze dell'ordine in assetto antisommossa e gli studenti del collettivo universitario Hobo. Il comunicato spiega:
“Perché abbiamo invitato Marco Minniti? Marco non è solo un ex ministro, è anche e soprattutto un dirigente di punta del Partito Democratico, nostro fedele finanziatore. Il nostro rapporto con questo partito è ormai decennale: possiamo dire che se siamo ancora qui, a disposizione di tutti i bolognesi, è perché il PD ci paga. E noi gliene siamo grati”.
Chiaramente un falso. Abbiamo chiamato la direzione della Feltrinelli per capire che succede: “Abbiamo denunciato l'accaduto alla postale e a facebook. E' un profilo totalmente abusivo che non è mai stato nostro”. Poi ci spiegano che la finta pagina facebook è in piedi dal 2014 e che già in passato avevano invitato gli anonimi responsabili a chiuderla. La pagina pubblicizzava anche iniziative apparentemente vere, come una lectio magistralis di Umberto Eco che in realtà non si è mai tenuta.
Dopo aver attribuito tutti i meriti delle politiche di Matteo Salvini a Minniti del Pd il comunicato stampa si chiude: “Infine vorremmo esprimere il nostro più sincero ringraziamento alle forze di polizia, alle quali devolviamo mensilmente una parte dei nostri ricavi per occasioni come queste. Ok i libri, ma l’educazione si fa soprattutto col manganello! Grazie ragazzi”. Firmato “il direttore”, della presunta Feltrinelli.
In poche ore si scatenano i commenti, a centinaia, e le condivisioni, più di un migliaio, mentre scriviamo.
In pochi ci cascano. Corrado Ciampi: “Quando si incazza il radical chic”. Poi c'è chi fa strategie come Orlando Munciguerra: “La Feltrinelli riparta da Gattuso (alludendo alla risposta piccata dell'allenatore del Milan a Salvini che ne criticava le scelte calcistiche, ndr)"
O Antonia Caruso: “Se compro due Minniti e un Coehlo mi regalate un manganello di Natale?”
Qualcosa di non chiaro è accaduto alla presentazione del libro di Minniti, e anche perché qualcuno attribuisce la parternità della finta pagina Feltrinelli ai manifestanti, li abbiamo contattati parlando con Pino del collettivo Hobo.
“Non sappiamo chi ha scritto il comunicato. Ma se è stato un direttore vero devo dire che è stato un atto di coraggio”
Perchè dice questo? Non è Feltrinelli. E' chiaramente un fake...
“Perché questo è accaduto l'altra sera alla Feltrinelli. Non ci hanno fatto neanche entrare eppure era un'iniziativa pubblica. Noi volevamo semplicemente partecipare alla presentazione del libro e intervenire ma appena ci hanno visto la polizia ci ha fermati e manganellati”
Ma non la Feltrinelli. La Digos forse vi ha riconosciuti ed è accaduto che...
“Possibile, ma non c'era scritto che l'iniziativa era vietata agli studenti che la pensano diversamente.”
E cosa avreste fatto una volta dentro?
“Avremmo chiesto la parola e saremmo intervenuti, niente di più”
Per dire cosa?
“Che non recuperano i voti con queste operazioni di facciata. Consideriamo Minniti razzista perché ha facilitato gli accordi in Libia che hanno costruito quei lager dove poi finiscono i migranti. Queste sono solo operazioni di facciata”.
Contattati da Affaritaliani Feltrinelli ci invia un comunicato ufficiale: “In riferimento al post pubblicato oggi sulla seguente pagina La Feltrinelli Bologna precisiamo che il profilo in questione è assolutamente 'fake' e che non risponde a nessun profilo del Gruppo Feltrinelli. Ci dissociamo pertanto completamente da ogni contenuto pubblicato su questa pagina riservandoci di tutelare il nostro marchio nelle sedi competenti”.