Cronache
Genova crollo ponte, Di Pietro: "Andava chiuso. Solo così vera manutenzione"
Di Pietro: "Le manutenzioni delle infrastrutture vanno fatte anche se non pagano elettoralmente. Il controllo? Spettava al Ministero delle Infrastrutture"
Di Giuseppe Vatinno
"E' una struttura sospesa in cemento armato e per manutenerla adeguatamente andava chiusa con pesanti ripercussioni sul traffico, oltretutto internazionale, tra Italia e Francia. Solo chiudendola si poteva risalire al problema". Lo spiega ad Affaritaliani.it l'ex Pm e già ministro delle Infrastrutture dal 2006 al 2008, Antonio Di Pietro, intervistato sul crollo del viadotto Morandi.
D: Perché questo disastro, del resto annunciato?
R: Io mi sono occupato istituzionalmente di appalti sia da Pm che da Ministro e posso dire che purtroppo le opere di manutenzione non pagano come consenso elettorale e quindi vengono rimandate finché non succede il disastro. Io da ministro ho sempre vigilato affinché fossero fatte e da magistrato ho perseguito chi non le faceva.
D: Il controllo nel caso del viadotto Morandi a chi spettava?
R: Alla direzione del Ministero delle Infrastrutture.
D: Il viadotto Morandi presentava criticitá?
R: E' una struttura sospesa in cemento armato e per manutenerla adeguatamente andava chiusa con pesanti ripercussioni sul traffico, oltretutto internazionale, tra Italia e Francia. Solo chiudendola si poteva risalire al problema. Del resto in Italia ci sono diverse criticità simili.
D: Da ex PM avete fatto indagini sul sistema degli appalti...come si ripercuoteva la mazzetta sul progetto?
R: La tangente non solo serviva ad avere l'appalto, ma anche a non fare manutenzione adeguata. Uno schema corruttivo consolidato.
D: Nel governo giallo- verde c'é una disputa tra la Lega che vuole le Grandi Opere e i Cinque Stelle che frenano...
R: Le cosidette Grandi Opere o Infrastrutture strategiche vanno fatte perché l'Italia ne ha bisogno e perché occorre manutenere adeguatamente e costruire.
D: Ci sono altre emergenze infrastrutturali in Italia?
R: Certo. Ad esempio c'é quella idrogeolica con il 91% dei comuni a rischio. Alle prime piogge autunnali si rischia il disastro, ma al di là degli annunci non cambia nulla.