Cronache

Giustizia, Ermini sdogana le toghe politiche: "Non creano allarme democratico"

Csm, per il vicepresidente David Ermini è inevitabile che il ruolo svolto dalla magistratura presenti risvolti politici: nessun allarme democratico

Giustizia: Ermini, ruolo politico toghe non crea allarme democratico

"Non dovrebbe ne' stupire ne' scandalizzare" il fatto che "il ruolo svolto dalla magistratura presenti risvolti inevitabilmente politici": "non credo che il cosiddetto 'potere della giurisdizione' possa generare allarme democratico". Lo ha detto il vicepresidente del Csm David Ermini, nel corso del convegno a Palazzo dei Marescialli in ricordo di Vittorio Bachelet, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dei vicepresidenti di Camera e Senato Mara Carfagna e Anna Rossomando. "Si parla spesso, a proposito della spinta propulsiva della magistratura verso i diritti, di 'supplenza giudiziaria' - ha rilevato Ermini - e vi si ravvisano rischi e criticita'", come quella secondo cui "l'eccessiva politicizzazione della giustizia sfilaccerebbe in qualche modo la trama del tessuto democratico".

Secondo il numero due dell'organo di autogoverno delle toghe, "dice bene chi afferma che l'anima della democrazia poggia sul fragile equilibrio fra diritti e doveri: se a prevalere sulla responsabilita' e' il mero tornaconto, vengono meno coesione sociale e unita' politica. Che vi sia dunque urgenza di recuperare un etica della responsabilita' e un senso dell'equilibrio, in primis nella loro dimensione pubblica, e' fuori discussione. In un'ottica non di contrapposizione ma semmai di reciproco rafforzamento, e' bene che accanto al 'diritto di avere diritti' vi sia 'il dovere di avere doveri'". Un'urgenza, questa, che, ha osservato Ermini, "impegna in prima battuta anche la giurisdizione: forse mai come in questi tempi, l'ordine giudiziario e' investito di grande responsabilita' sociale, proprio per il crescente rilievo della giustizia nella vita collettiva, in buona parte specchio della crisi di legittimazione della politica, che ha chiamato i magistrati a far fronte a inedite aspettative ampliando gli spazi di discrezionalita'. Del resto - ha concluso - a fronte dell'inflazione e incertezza della legislazione e della moltiplicazione delle fonti, e' inevitabile che il riconoscere e tutelare i diritti e le liberta' implichi un'attivita' interpretativa dai confini piu' laschi".