Cronache
Tav, fronte del no scricchiola. Fondi? Da Italia risposta all'Ue entro il 26/7

Tav, Di Maio: triplo energie tornare indietro ma resto No Tav
Il fronte del "no" all’Alta velocità Torino-Lione, tra i 5 Stelle di governo, sembra cominci a scricchiolare, a partire da Luigi Di Maio. La doccia fredda è arrivata qualche minuto prima della mezzanotte di venerdì, dopo cinque ore di confronto serrato con gli attivisti torinesi riuniti in un’assemblea per discutere del nuovo corso del Movimento. "Non sto dicendo assolutamente che sto cambiando idea — ha premesso il capo politico del M5S —, ma tornare indietro adesso sul Tav richiede il triplo delle energie".
A questo si aggiungono le parole pronunciate il il 3 giugno a Palazzo Chigi dal presidente Giuseppe Conte: "Se dovessi decidere oggi, io non la farei, non la trovo conveniente. Ma mi trovo in fase di attuazione — aveva detto il premier —, quindi o trovo un’intesa con Commissione europea e Francia o il percorso del Tav è bello e segnato".
La definizione del dossier Alta velocità incombe sull’esecutivo gialloverde, come spiega il Corriere della Sera, insieme alle prossime scadenze per la realizzazione dell’opera: a metà settembre si chiuderà la prima fase della manifestazione di interesse per il versante italiano.
Ma la vera partita tra l’esecutivo giallo-verde e la Torino-Lione si giocherà di qui al 26 luglio. Martedì scorso infatti il ministro ai Trasporti Danilo Toninelli aveva inviato una lettera all’Inea, l'Agenzia esecutiva per l’innovazione e le reti della Commissione Eu- ropea, in cui annunciava la risposta definitiva del governo italiano sulla Tav entro il 26 luglio.