Cronache

Aboliti i vitalizi ai condannati. Ecco chi si salva e chi no

La decisone non e' presa in Aula, ma dagli uffici di presidenza dei due rami del Parlamento, e la cosa non piace a tutti. Ma adesso la decisione e' presa e, con grande soddisfazione dei presidenti Pietro Grasso e Laura Boldrini, si stabilisce che deputati e senatori colpiti da condanne superiori ai due anni, per reati di mafia terrorismo e contro la pubblica amministrazione, perderano il vitalizio. Che poi e' la pensione per gli anni in cui si e' seduti a Montecitorio e Palazzo Madama.

Un appannaggio che risulta abolito per le legilsature future, per tutti: condannati e no. "Una bella giornata", commenta una Boldrini raggiante. La pensano piu' o meno come lei Pd, Scelta Civica, Fdi e Sel. Forza Italia no: ha abbandonato i lavori nn partecipando al voto. La stessa cosa, ma per motivazioni opposte, che fanno i grillini. Per loro e' troppo poco, come per Fi e' troppo. "C'e' sempre qualcuno che dice 'si poteva fare di piu'', ma finora mai nessuno era riuscito a fare questo", ribatte da lontano Boldrini, che ha in mente anche la Lega. Poi a Roma, di fronte a Montecitorio, piomba Grillo e i toni si innalzano.

Per lui e' tutta una porcata, una legeg col trucco incorporato. Anche la sola parola 'vitalizio' scatena in lui l'orrore. Per Laura Boldrini ha parole appena piu' leggere, per Mattarella sarcasmo legato all'Italicum. Che poi, aggiunge, e' una legge che fa piu' comodo al M5S che non a chi l'ha voluta. E con quest'ultima osservazione ci si ricorda che siamo nel pieno della campagna elettorale per le regionali. Che, a sentir Grillo, in fondo sono inutili. Tanto lui le regioni le vorrebeb abolire. Altro che risparmio sui vitalizi.

CHI SI SALVA E CHI NO - Sono in tanti a salvarsi dalla scure anti vitalizio. Tra gli altri continueranno a percepire il lauto assegno Domenico Nania (ex An condannato a 7 mesi per lesioni personali legate ad attività nei gruppi giovanili di estrema destra negli anni '70). Si salvano anche Roberto Maroni (condannato a 4 mesi e 20 giorni per oltraggio a pubblico ufficiale), l'ex ministro della Giustizia Claudio Martelli (coinvolto nell'inchiesta Enimont). Tutto ok anche per Giorgio La Malfa, condannato per finanziamento illecito, e Paolo Pillitteri, condannato a 4 anni e 6 mesi per ricettazione e finanziamento illecito. Perdono il vitalizio invece Arnaldo Forlani, condannato a 2 anni e 4 mesi nell'ambito dell'inchiesta Enimont (dovrà rinunciare a 5.691 euro mensili), Cesare Previti, condannato per corruzione in atti giudiziari, e Totò Cuffaro, ancora in cella per favoreggiamento aggravato alla mafia. Addio vitalizio anche per Marcello Dell'Utri e Silvio Berlusconi, condannato nel processo Mediaset.