Culture
ESCLUSIVA AFFARI/ Servillo non si gode l'Oscar: "Il teatro è sacrificio"

Non si riposa, Toni Servillo. Non si gode il pur meritatissimo successo, ma - dopo la magica notte degli Oscar che incoronano La grande bellezza come miglior film straniero - vola a Padova, nel cuore del Veneto, per "Le Voci Dentro" di Eduardo De Filippo, lo spettacolo in tournèe del quale è regista. Affaritaliani.it c'era, e ha registrato il suo discorso finale sull'etica del lavoro e sulla lezione che gli Oscar gli hanno impartito. "Sia detto senza retorica, ma la vita a volte è anche molto bella", esordisce, interrotto dagli applausi.
La voce è spezzata, ma il pensiero lucidissimo. "Scusate la voce ma è un debutto da Los Angeles a Padova - spiega Servillo - Ho onorato il palcoscenico, ho onorato il pubblico, ho onorato il teatro e non avrei mai fatto diversamente". Poi continua: "La vita a volte è anche bella perché quando ho cominciato a fare questo mestiere non avrei mai immaginato, né di partecipare a una serata come quella dell'altro ieri né di festeggiarla in un teatro pieno nel corso della nostra 150esima recita. Non immaginavo che la vita avesse in serbo per me una tale gioia, ma anche una così grande lezione. Cioè di poter tenere in equilibrio la gioia del successo e la pratica quotidiana di un mestiere che significa dedizione e sacrificio". Il Teatro Verdi di Padova applaude e si inchina, come Los Angeles, non solo all'attore ma anche e soprattutto all'uomo.