Culture
Galla risponde a Cavallero: "La Legge Levi non è rispettata dai grandi editori, quindi non può esser la causa del fallimento dei piccoli marchi"
Cavallero (Mondadori) ad Affaritaliani.it: "La legge Levi farà fallire tanti editori". E su 0,99, precariato, self-publishing, Kobo, bestseller, crisi, copyright, anticipi e 'poltrone'... L'intervista a tutto campo![]()
Il 12 gennaio di tre anni fa Riccardo Cavallero è stato nominato Direttore Generale Libri Trade Mondadori. Tenuto conto del contesto di crisi e grandi trasformazioni, l'energico editore (classe '62, "sono nato alla fine del boom economico, la mia generazione è arrivata quando 'la festa stata finendo'...") con Affaritaliani.it fa un bilancio del suo incarico e parla del futuro del mercato librario. Dicendo la sua sui libri a 0,99 di Newton Compton, torna a intervenire sulla Legge Levi, "un'occasione persa. Rappresenta un grande freno al mercato, e purtroppo porterà molte case editrici a fallire nei prossimi mesi". Mondadori ha stretto un nuovo accordo con oltre 300 librai indipendenti, che possono prenotare le novità dei marchi Mondadori e pagare solo le copie vendute al netto delle rese: "Nonostante il calo generale delle vendite, chi ci ha seguito in questa strada va in controtendenza". E a proposito delle collane "super low cost", racconta che a Segrate avevano programmato una nuova collana di romanzi a 2,99 euro, "ma poi con l'arrivo degli 0,99 abbiamo archiviato il progetto". Cavallero rivela anche che Laura Donnini (passata da Mondadori a Rcs Libri) non verrà sostituita (e spiega perché), e parla delle qualità che deve avere oggi un manager editoriale ("il modello da imitare è quello della Knopf... sto lavorando sulla mentalità dei talenti del mio gruppo"). Quanto ai bestseller del 2013, l'editore non esclude di ripetere il miracolo delle "Cinquanta sfumatura" con un altro caso editoriale che potrebbe arrivare all'improvviso, ma punta su alcune certezze: "Dan Brown, Khaled Hosseini, Valerio Massimo Manfredi... e (forse) Carlo Lucarelli". Cavallero, che si dice soddisfatto dal lancio di Kobo (e parla di risultati "superiori di tre volte alle aspettative"... Kobo è stato il device più venduto nel periodo natalizio") si sofferma anche sulla rivoluzione digitale e sul tema del copyright: "E' giusto difende il diritto d'autore, ma con nuovi strumenti legali. Ci vorranno dieci anni per cambiare le regole..."). Il manager spiega come sta cambiando il mestiere dell'editore ("ho la fortuna di lavorare in un'azienda proiettata verso il futuro, in cui è concesso di sbagliare"), commenta il calo degli anticipi degli autori e, per la prima volta, si sofferma pubblicamente sul delicato tema del precariato editoriale (che riguarda anche il suo gruppo, come hanno ricordato i sindacati e la Rete dei Redattori Precari): "Sono tre anni che lavoro in Italia, prima ho lavorato negli Usa e in Spagna sotto legislazioni occupazionali completamente diverse. Onestamente, faccio un po' fatica a capire il sistema italiano. Credo che ci siano molti aspetti da rivedere, anche nella stessa Riforma Fornero che, dati alla mano - e non sono il solo a dirlo - ha fallito". E cita le soluzioni all'avanguardia proposte da Pietro Ichino... - QUI L'INTERVISTA COMPLETA (pubblicata il 10 marzo 2013)
LO SPECIALE Scrittori, editori, editor, interviste, recensioni, librerie, e-book, curiosità, retroscena, numeri, anticipazioni... Su Affaritaliani.it tutto (e prima) sull'editoria libraria |

di Antonio Prudenzano
su Twitter: @PrudenzanoAnton
Al presidente dell'Associazione Librai Italiani Alberto Galla non sono piaciute le parole del numero uno della Mondadori Libri Riccardo Cavallero che ieri, intervistato da Affaritaliani.it (vedi box a destra, ndr), è tornato ad attaccare la Legge Levi, "un'occasione persa", che "rappresenta un grande freno al mercato, e che purtroppo porterà molte case editrici italiane a fallire nei prossimi mesi". Per il Direttore Generale Libri Trade Mondadori, infatti, "in modo molto democratico, la Legge Levi danneggia tutti, sia i grandi sia i piccoli". "Pur essendo nata per garantire - sulla carta - la pluralità, questa legge sbagliata sta portando invece a una concentrazione del mercato, e quindi, paradossalmente, sta 'giovando' ai grandi. Da editore sono anche molto preoccupato per i librai, perché non è con leggi che alterano il mercato che si difendono le piccole realtà... ", ha argomentato Cavallero.

Alberto Galla ci ha chiesto di replicare alle dichiarazioni dell'editore: "Cavallero se la prende con la Levi. Peccato che la legge non venga applicata". Il presidente dei librai indipendenti non si fa problemi ad ammettere che "molti grandi editori la trasgrediscono continuamente, per altro in modo palese. Potrei citarle tanti esempi, anche di questi ultimi giorni. Quindi è sbagliato dire che la Levi porterà al fallimento dei piccoli editori".
In realtà, già poche settimane dopo l'entrata in vigore della legge che regola gli sconti sui libri, arrivarono le prime lamentele legate alla presunta mancata applicazione (qui i particolari sulle proteste legate a "Il silenzio dell'onda" di Gianrico Carofiglio...): perché finora i librai non sono riusciti a far rispettare la Levi? La risposta di Galla sa di rassegnazione: "Non abbiamo gli strumenti giuridici per fermare queste trasgressioni. La Levi, frutto di un lungo compromesso, ha senza dubbio tanti limiti, ma il principale è che i controlli sull'applicazione sono demandati alle polizie locali. Quindi, una libreria che si ritiene danneggiata da quella di fronte, che non rispetterebbe la Levi, può rivolgersi alla polizia locale per far eseguire un controllo. E' già successo, sono anche arrivate delle multe. Il problema è che non sono le librerie che poi pagano le multe a trasgredire le leggi, bensì gli editori, che invece restano impuniti".
Nell'intervista di ieri, Cavallero ha anche parlato dell'importanza del nuovo contratto che il gruppo Mondadori, il più grande in Italia per quota di mercato, ha stretto con oltre 300 librai indipendenti, e che prevede che questi ultimi possano prenotare le novità dei marchi Mondadori e pagare solo le copie vendute al netto delle rese ("Nonostante il calo generale delle vendite, i librai che ci hanno seguito in questa strada vanno in controtendenza e fanno registrare risultati positivi"). Per Galla, la cui libreria a Vicenza ha deciso di firmare l'accordo con Segrate, "siamo ancora in una fase di sperimentazione di questo nuovo modello, e non mancano gli elementi di criticità. Per i librai, infatti, aumentano i costi delle rese. Come Ali abbiamo chiesto al gruppo Mondadori un contributo per queste spese. Se dovesse arrivare, allora sì che questo nuovo contratto aiuterebbe concretamente noi librai".
Tra l'altro, l'Associazione Librai indipendenti, come rivela il suo presidente ad Affaritaliani.it, "da qualche mese sta discutendo con il gruppo Rcs Libri l'ipotesi di introdurre un contratto simile a quello stipulato con Mondadori". Mentre le trattative proseguono, da Nord a Sud molte librerie chiudono o vengono ridimensionate (qui il nostro speciale sulla crisi in libreria con tutti gli ultimi aggiornamenti)...