Culture

Mostre / Edvard Munch, pittore esoterico della morte e delle tensioni

 

 

 

di Simonetta M. Rodinò

 

 

Munch porta con sé il sentimento tragico della vita, che pervade la letteratura scandinava: Henrik Ibsen non esitava forse a mettere in scena menzogne e ipocrisie della classe borghese, il cui successo nascondeva vergogne comportamentali inaudite? Così come il grande drammaturgo anch'egli norvegese, l'artista tenta di analizzare sino in fondo la personalità umana.

In occasione del 150esimo anniversario della sua nascita, l'autore, celebrato in tutto il mondo, è protagonista della retrospettiva "Edvard Munch", unica in Italia, da oggi a Palazzo Ducale di Genova. La mostra, che si snoda negli sfarzosi appartamenti del Doge, ha l'obiettivo di far conoscere l'artista, famoso sostanzialmente per il quadro "L'Urlo", attraverso il suo iter: dagli esordi agli ultimi lavori. La rassegna, curata da Marc Restellini, direttore della Pinacotheque de Paris, se da un lato ha il pregio di offrire l'opportunità di presentare al pubblico un personaggio, innovatore per la sua epoca, ma poco conosciuto, dall'altro ha il limite di aver privilegiato le opere di grafica, litografie, xilografie, carboncini, acqueforti, disegni… agli oli su tela. Una scelta dovuta anche alla difficoltà legata ai prestiti delle opere, in mano a collezionisti privati e soprattutto custodite nei due musei di Oslo. Malattia, infermità, morte, affanni e pene, provati più volte nella propria famiglia, diventano per Munch le condizioni caratterizzanti la vita di ciascuno: tutti aspetti di esistenzialità, grazie alla cui spinta nascerà il Germania - dove l'autore soggiornò più volte - la corrente dell'Espressionismo.
Abbandonati i disegni e i dipinti di paesaggio, un po' accademici degli esordi, passa alla malinconia disegnando l'agonia della sorellina, morta 15enne di tubercolosi. Ecco poi le incisioni Vampiri e Madonne, nelle cui raffigurazioni simboliche propone un mondo d'immagini e pensieri a tinte fosche, quasi siano possedute da forze oscure: abbandono e disperazione, angoscia della morte e della vita, passione e tensione, solitudine dell'uomo, lotta dei sessi… un vero dramma quotidiano, in cui si leggono elementi fantastici e dimensioni magiche, tipici del mondo nordico. La nevrosi è sempre presente in questo grande artista che sottopone i suoi dipinti alle intemperie, dimostrando che pioggia o neve possono diventare uno strumento artistico adatto a esprimere la degradazione.

Abuso di alcol, allucinazioni e mania di persecuzione lo porteranno, nel 1908, al ricovero in una clinica psichiatrica. Nel 1916 si esilia volontariamente in una tenuta vicino a Oslo: le modelle insieme agli autoritratti diventano i soggetti ricorrenti, fino alla propria fine, 28 anni più tardi. Dichiarato dal nazismo artista degenerato, nel 1937, si vide sequestrare in Germania oltre 80 opere.

La mostra, promossa dal Comune di Genova e prodotta da Arthemisia Group e 24ORE Cultura - Gruppo 24 ORE, si conclude con sei opere realizzate da Andy Warhol ispirate alla produzione di Munch.

"Edvard Munch"
Palazzo Ducale - Piazza Matteotti 9 - Genova
4 ottobre - 2 marzo 2014
Orari: da martedì a domenica dalle 9.00 alle 19.00; lunedì dalle 14.00 alle 19.00
Ingressi: euro 13 - euro 11
Infoline: 010 9868057
Catalogo: 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE
www.mostramunch.it