Culture

Teresa Ciabatti si confronta con l'epica trash

 

TeresaCiabatti

 

L'ARCHIVIO

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LA SCHEDA - Il male supremo, quello banale e terrestre, disappropriante e dissociativo, esiste. Il male è Luciano Lualdi, l’impresario più importante dello star system nostrano, l’uomo che influisce sulla vita politica e sottoculturata dell’Italia targata talent. Demiurgo spietato di tronisti palestrati e starlette anoressiche, Lucio succhia dall’interno la linfa vitale dei nuovi ragazzi di vita: la folla votata al palcoscenico per imporre il proprio nome, le proprie vocazioni inesistenti, la propria inconsistenza – cifra di un’intera nazione ipnotizzata davanti allo schermo televisivo. Ingenua vittima sacrificale è Christian Russo, muscoloso, ventenne, occhi chiari trasparenti, con una malattia che gli rode l’anima e una che gli toglie il respiro. Christian, il burattino, e Lucio, l’arbitro dei destini: un incastro tra identità speculari, perfetto fino quando l’ironia tragica della realtà stravolge quell’equilibrio.

A raccontare questa storia è Teresa Ciabatti, che si intrude nel vilipendio morale e fisico che è la cifra del nostro presente. La scrittura affonda il bisturi laddove la malattia scintilla, sprofondando nell’epica trash italiana di oggi, che in Tuttissanti (il libreria per Le Silerchie del Saggiatore) si narra e trionfa, in una ricognizione drammaturgica del disagio e del formidabile di un’epoca.

L’autrice –Teresa Ciabatti, scrittrice e sceneggiatrice italiana, è nata a Orbetello e vive a Roma. All’esordio nel 2002 con Adelmo, torna da me (Einaudi Stile Libero), da cui è stato tratto un film, ha fatto seguito il romanzo I giorni felici, uscito nel 2008 per Mondadori. Nel  ha pubblicato Il mio paradiso è deserto (Rizzoli).