Economia
Aspi, Cancelleri:"Chiudere entro fine 2020. Oppure revoca e bando per privati"
Autostrade, parla il viceministro grillino delle Infrastrutture dopo la pubblicazione dell'ordinanza (intercettazioni) che hanno portato all'arresto dell'ex Ceo
"Entro quest’anno i cittadini aspettano una risposta su Autostrade. O si chiude entro fine 2020 questa vicenda o si procede con la revoca, è ancora sul tavolo del presidente del Consiglio, è dormiente". Il viceministro delle Infrastrutture Giancarlo Cancelleri, intervistato da Radio 24, dà delle tempistiche sulla chiusura del dossier Autostrade, dopo che la trattativa con l'esecutivo prima e con Cdp poi sta assumendo i contorni di una lunga telenovela.
La risposta da Aspi sulla Cassa guidata da Fabrizio Palermo, dovrebbe arrivare "fosse per me e il M5S anche questa mattina", ha aggiunto, "entro quest'anno si deve prendere una decisione, anche per dare un messaggio agli imprenditori seri di questo Paese". "La revoca - aggiunge - porta al commissariamento della società e alla messa al bando della concessione per darla a imprenditori privati che rispettano le regole e che fanno le manutenzioni, garantendo la sicurezza".
Riferendosi ai Benetton, il viceministro spiega che "queste persone si sono intascate per intero il malloppo dei pedaggi e non hanno messo neanche un euro per le manutenzioni. C'è qualcuno che sta pensando di fare con i beni in concessione dallo Stato quello che vuole", ha aggiunto. "Nessuno di loro può venire a fare lezioni di moralità, ieri ho letto delle dichiarazioni molto gravi che tendevano a sminuire", dice. "Dalle intercettazioni emerge che la prova definitiva che queste persone hanno agito secondo schemi che non hanno nulla a che fare col buonsenso".
Per Cancelleri, che ha commentato anche le parole dell'amministratore delegato di Aspi Robero Tomasi che ha fatto sapere di aver già azzerato tutti i top-manager del gruppo, "Autostrade avrà anche messo alla porta la prima linea dei manager, ma il merito dei progressi fatti sulla gestione dell'infrastruttura è del governo. Sui viadotti Aspi era fuori dalle norme, perché non faceva le manutenzioni e questo governo l'ha messa con le spalle al muro costringendola a farle".
Esclude che lo Stato possa entrare direttamente in Aspi con il Mef? Sì, vogliamo mettere la concessione nelle mani di persone che sono in grado di gestire le autostrade. Non avviene un esproprio, ma la revoca per sancire il diritto del rispetto delle regole", ha concluso.