Economia
Le Borse europee chiudono in netto rialzo. Pil Usa 3,7%
Chiusura in netto rialzo a Piazza Affari. L'indice Ftse Mib fa segnare +3,39% a 22.201 punti, mentre l'Ftse Italia All-Share sale del 3,21% a quota 23.845. L'indice Ftse Italia Star guadagna il 2,18% a 24.303 punti. Tra i titoli del listino milanese, i maggiori rialzi sono quelli di Tenaris (+9,14%), Eni (+6,67%), Banca Monte Paschi Siena (+6,41%), Saipem (+5,57%) e Mediaset (+5,20%).
Le borse europee chiudono in rally, dopo la revisione al rialzo del Pil Usa. Francoforte segna +3,18% a 10.315 punti, Parigi +3,49% a 4.658 punti, Londra +3,56% a 6.192 punti e Madrid +3,47%. Atene avanza del 4,3%. La riscossa dei listini prosegue a due giorni dalle misure di allentamento monetario varate dalla banca centrale cinese, anche se i mercati restano troppo volatili perche' si possa tirare un definitivo sospiro di sollievo. Il rally odierno e' legato soprattutto alla sempre piu' concreta prospettiva che la Federal Reserve mantenga i tassi invariati ai minimi storici a settembre, dopo la dichiarazione del presidente della Fed di New York, William Dudley, che si e' detto scettico sull'opportunita' di far partire l'attesa stretta monetaria gia' il mese prossimo. Ciliegina sulla torta il Pil Usa, rivisto al rialzo a +3,7% nel secondo trimestre.
La decisa riduzione dell'avversione al rischio alimenta la discesa degli spread tra i titoli di Stato dei paesi "core" dell'Eurozona, in primis Germania, e quelli dei paesi periferici, quali Italia e Spagna. Lo spread Btp-Bund stringe a 119 punti in calo di circa 7 punti base rispetto ai valori di apertura e ben distante dall'area di 130 punti toccata nei giorni scorsi in scia ai forti ribassi delle Borse cinesi. Stessa musica per i titoli di Stato della Spagna con lo spread Bonos-Bund in discesa a 132 punti. Lo spread della Spagna risulta da qualche mese più ampio di quello dell'Italia, storicamente accade il contrario in quanto il paese iberico presenta un profilo di crescita economica e di debito pubblico molto migliore del Belpaese. L'attuale anomalia è ricondotta dagli analisti al quadro politico più incerto che aleggia su Madrid, in autunno si terranno le elezioni politiche generali.
E' rally per il petrolio. Mentre l'azionario Usa raggiunge i massimi di seduta e le valute dei mercati emergenti si risollevano, alcuni trader puntano sul greggio per chiudere parte delle loro scommesse per un ribasso dei prezzi. Al Nymex il contratto a ottobre avanza del 7% a 41,33 dollari al barile.
Nel secondo trimestre del 2015 l'economia americana è cresciuta a un passo più veloce di quanto inizialmente calcolato grazie all'aumento degli investimenti da parte delle aziende. Il Pil è salito del 3,7% su base annuale, meglio della precedente stima pari a un +2,3%. E' quanto emerge dalla seconda stima del dato diffuso dal dipartimento al Commercio americano, che ha così superato le stime degli analisti per un +3,3%.
Il Pil americano nel secondo trimestre "e' cresciuto piu' rapidamente rispetto al primo trimestre, visto che i consumatori hanno speso di piu' e sono stati fatti piu' investimenti". Lo ha detto Jason Furman, presidente del Council of Economic Advisers della Casa Bianca. Il consulente economico del presidente Barack Obama ha commentato la seconda lettura del Pil del secondo trimestre (+3,7%, sopra le stime per +3,3%). L'economia e' cresciuta a un passo piu' veloce, ha continuato Furman, ma "in un momento come questo per l'economia globale, e' essenziale che continuiamo a fare tutto il possibile per mantenere questo slancio". Come ha spiegato Furman bisogna evitare di tornare a una politica del rischio calcolato sul piano fiscale e a politiche di austerita', aumentare gli investimenti in infrastrutture come piano per rilanciare il settore sul lungo termine e prendere altri provvedimenti per incoraggiare la crescita sul lungo termine.
Nuova iniezione di liquidità da parte della Banca centrale cinese a sostegno del sistema bancario. La People's bank of China, nel corso della notte, ha iniettato 150 miliardi di yuan, circa 23,4 miliardi di dollari, attraverso un'operazione di reverse repo. I pronti contro termine a sette giorni sono stati offerti a un tasso del 2,35% contro il 2,5% di martedì scorso. L'abbassamento dei tassi sui reverse repo segnala che la People's Bank of China intende mantenere i tassi del mercato monetario bassi, ha commentato a Bloomberg Frances Cheung, responsabile dell'area tassi dell'Asia di Societé Generale. Secondo l'analista la Pboc non può comunque fare affidamento solo su iniezioni di liquidità a breve termine per calmare i mercati. I reverse repo fanno parte dell'arsenale dispiegato in questi giorni dalla banca centrale cinese - dal taglio dei tassi alle iniezioni di liquidità all'abbassamento dei requisiti di riserva obbligatoria per le banche - per mantenere bassi i costi dei prestiti e sostenere così l'economia. E i tassi hanno finalmente ceduto alla pressione, con quello overnight che ha interrotto una crescita che durava da oltre un mese e gli interest-rate swaps ai minimi da luglio. Anche martedì la Bpoc aveva iniettato 150 miliardi di yuan nel sistema, con un aumento netto complessivo pari a 210 miliardi nelle ultime due settimane, mentre ieri ha effettuato un prestito a sei giorni per 140 miliardi di yuan.