Economia

Dazi Trump, “l'Ue deve trovare nuovi partner commerciali”. Cernobbio contro la grande paura

Top manager e banchieri al Forum Ambrosetti promuovono il Governo: “... Ma è necessario aumentare la competitività”Dazi Trump, “l'Ue deve trovare nuovi partner commerciali”. Cernobbio smentisce la grande paura

Economia ​​​​​ di Redazione

Dazi Trump, “l'Ue deve trovare nuovi partner commerciali”. Cernobbio smentisce la grande paura

Per 1 manager su 3 l’Unione europea dovrebbe orientarsi su nuovi partner commerciali per affrontare il nuovo crescente protezionismo. E’ quanto emerge da un televoto tra i manager e banchieri presenti al Forum Teha in corso a Villa d’Este di Cernobbio.

Solo il 12,5% ipotizza una perdità di competitività per l'Europa

Alla domanda su quale saranno le ripercussioni delle tensioni commerciali fra Stati Uniti ed Europa, il 24% degli intervistati ritiene che l’impatto sarà focalizzato solo su alcuni settori. A pari merito con il 21,2% seguono il rischio di recessione dell’economia europea, l’aumento dell’inflazione e il calo del potere di acquisto e l’adattamento dell’Europa al nuovo contesto. Il 12,5% ipotizza una perdita della competitività dell’Europa.

La metà degli intervistati chiede investimenti in innovazione

Alla domanda sulle strategie che l’Ue dovrebbe adottare per affrontare le sfide del crescente protezionismo globale, il 43,4% indica la necessità di investire in innovazione e transizione digitale per aumentare la competitività delle imprese, mentre il 35,9% ritiene opportuno rafforzare le relazioni commerciali con altri partner diversi dagli Usa. Infine, rispetto ai costi dell’energia sulle imprese, il 36,8% non rileva alcun impatto, mentre il 27,9% dichiara che sta investendo in soluzioni innovative di efficienza energetica, nuovi impianti e fonti di energia rinnovabile.

Promosso il Governo, "ma potrebbe fare di più"

"Sempre col sistema del televoto, il 67,6% degli imprenditori ed esponenti della finanza del Forum Teha di Cernobbio ritiene che l’operato del Governo sia positivo, anche se potrebbe fare di più; di questi il 12,7% dà un giudizio molto positivo. Il 30,9% lo ritiene invece negativo, con buone intenzioni ma scarsa efficacia; di questi il 7% dà un giudizio molto negativo con interventi tardivi e inefficaci.

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