Economia

Gentiloni: "Il Pnrr non si può riscrivere". Nagel: "Inflazione al 6% nel 2023"

Meloni: "Letta doveva telefonare a Gentiloni per evitare figuracce". Dal commissario sì solo a lievi ritocchi. La banca centrale tedesca: "Rischio recessione"

Gentiloni: "Il Recovery non si riscrive, sì solo a lievi ritocchi"

Il Pnnr italiano non si riscrive. Sono, sì possibili "correzioni limitate", ma il Piano si attua e basta. Il commissario Europeo Paolo Gentiloni pianta alcuni paletti con i quali sembra rispondere a quanti, a partire da Giorgia Meloni, sembrano intenzionati a cambiare alcuni degli obiettivi di "Italia Domani", il Piano nazionale di ripresa e resilienza da 191,5 miliardi di euro varato da Bruxelles per far fronte dalla pandemia. "Per tutti Paesi europei attuare" il Pnrr "è assolutamente necessario". Quindi se le correzioni sono necessarie "si fanno in corsa" ha detto Gentiloni.

"L'appello della Commissione europea è: attuiamo questo programma - ha detto Gentiloni -. Mai come oggi, quando la crescita è minacciata, l'inflazione e i costi dell'energia preoccupano le famiglie e le imprese, è fondamentale disporre di queste risorse. Possiamo discutere con i diversi governi e molti ce lo stanno chiedendo qualche concreto aggiustamento di alcuni aspetti. Ma non si ricomincia da zero, si va avanti, e se ci sono correzioni da fare, se sono necessarie, si fanno in corsa perché per tutti Paesi europei attuare questo programma è assolutamente necessario".

Meloni: "Visto Letta? Se chiamavi Gentiloni non facevi figuracce"

"Forse così lo capisce pure Enrico Letta. Il Commissario europeo per gli Affari economici, Paolo Gentiloni, spiega che, di fronte all'attuale scenario di crisi, molti governi europei stanno chiedendo qualche concreto aggiustamento ai piani di attuazione del Next Generation EU, come il Pnrr italiano. È esattamente quello che Fratelli d'Italia cerca di spiegare da tempo: di fronte alla crisi economica ed energetica, occorre apportare alcune modifiche al Pnrr, concepito prima dello scoppio della guerra in Ucraina e pertanto in un contesto radicalmente diverso dall'attuale". Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni. "Solo una considerazione di buon senso, contro la quale però la sinistra e i soliti giornali ideologizzati si sono scagliati paventando catastrofi indicibili. Eppure sarebbe bastata una telefonata a Gentiloni per evitare questa ennesima figuraccia'', conclude Meloni. 

Nigel, banca centrale tedesca: "Inflazione al 10% in autunno e al 6% nel 2023"

Il tasso di inflazione in Germania potrebbe raggiungere la doppia cifra nei mesi autunnali. Sono le stime del presidente della Banca centrale tedesca Joachim Nagel, il quale in un'intervista al 'Rheinische Post' ha affermato che potrebbe ''raggiungere quota 10%'' e che un simile livello record non si vedeva dal 1951, quando l'inflazione arrivò all'11%. ''Il problema dell'inflazione non si risolverà nel 2023'', prevede Nagel, anche se il prossimo anno ''dovrebbe scendere al 6%''. Il presidente della Banca centrale ha inoltre chiesto alla Bce di alzare ulteriormente i tassi, ma senza specificare di quanto. 

"Se la crisi energetica peggiora - ha poi aggiunto - sembra probabile una recessione il prossimo inverno. L'economia tedesca ancora ha avuto una performance sufficientemente positiva di fronte alle difficili condizioni della prima metà dell'anno. Nonostante questo, se si aggiungeranno ulteriori problemi di fornitura, per esempio dovuti alla scarsitù idrica che riduce il livello dei fiumi, le prospettive economiche nella seconda metà dell'anno si deterioreranno ulteriormente".